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SCOMPARSO

Il dna del cadavere è di Gallimberti

Il suo corpo è stato trovato a Ravenna il 18 ottobre. Ieri la conferma delle analisi genetiche

Il dna del cadavere è di Gallimberti

30/10/2018 - 21:14

Il dna analizzato dalla procura di Ravenna ha confermato quelli che erano finora tristi sospetti: il cadavere ritrovato nella pineta di Ravenna il 18 ottobre scorso è di Ersilio Gallimberti, 48anni, di Adria.

I familiari lo cercavano da oltre un mese e non avevano più notizie di lui. L’uomo era scomparso nel nulla e il suo cellulare era risultato staccato. A preoccupare più di tutto era l’auto dell’adriese, trovata nella sua auto a Ravenna.

Era stato il fratello Antonio Gallimberti, 62 anni, la settimana scorsa, ad autorizzare il prelievo del dna per confrontarlo con quello del fratello. Ora la tragica notizia, che i familiari si aspettavano.

Gallimberti era una personalità molto complicata. Da anni andava avanti e indietro tra Italia e i paesi dell’Est europeo. Importava suppellettili in vetro e altro dalla Polonia. Faceva mercatini. Si era anche concentrato nella consulenza economica e commerciale che offriva a chi voleva iniziare un’attività commerciale nei paesi dell’Est e della Russia.

Il fratello Antonio faceva dj, noto tra piste e consolle con il nome di Marco Galli. Il padre si chiama Dario. La cugina di Ersilio è la regista Anita Gallimberti, assai conosciuta per i suoi film e le sue tante iniziative culturali. La sua è una famiglia nota in città. Il nonno di Ersilio era comandante partigiano nella brigata di Garibaldi nel periodo della Resistenza.

Dopo il ritrovamento nelle Valli a nord del fiume Lamone, tra le provincie di Ravenna e Ferrara, i carabinieri hanno subito iniziato le indagini che nel giro di poco si sono dirottate su Gallimberti. Il cadavere era stato trovato in avanzato stato di decomposizione, e i tempi della morte coincidevano con quelli della sparizione dell’adriese. La sua auto poi era stata trovata proprio a Ravenna, non molto lontano dal luogo del ritrovamento del corpo senza nome.

Ma si sperava nel suo spirito libero, nel suo carattere che tutti descrivevano come deciso e nei suoi atteggiamenti goliardici e anticonvenzionali, a volte portati all'eccesso, che gli sono costati anche dei problemi con la giustizia, come quando sul suo blog aveva preso di mira pesantemente il comando della Polizia locale.

Poteva essere uno dei suoi “scherzi”, l’ennesima provocazione. E invece ieri la conferma del dna che coincide con quello del fratello, con cui non avevano rapporti da anni.

Del 48enne si erano perse le tracce dal 23 settembre scorso, giorno in cui, secondo la famiglia, ancora trincerata dietro il riserbo, l'imprenditore adriese, sarebbe partito per un soggiorno, o meglio per un viaggio di lavoro, in Polonia.

Sulla vita di Gallimberti, inoltre, emergono altri aspetti come una serie di conti ancora aperti con la legge, che per alcuni potrebbero aver convinto il 48enne a darsi alla macchia, mettendo in scena un presunto viaggio d'affari in Polonia. Di certo le indagini sul caso non si chiudono con la scoperta dell’identità del cadavere.

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