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Il caso

I civici mostrano l'anima puritana

Sulla bozza di regolamento, dibattito dai toni boccacceschi

I civici mostrano l'anima puritana

31/10/2018 - 20:51

Tutto poteva aspettarsi il giovane assessore Andrea Micheletti, tranne che le sue buone intenzioni di aprire un dialogo con la cittadinanza sulla bozza del regolamento sul decoro urbano, degenerassero in una discussione a luce rosse.

Ma è così da 48 ore lungo Strada Grànda, da quando si è scoperto che nel regolamento c’è un articolo, il 9 per esattezza, con l’impegnativo titolo “Misure finalizzate alla repressione della prostituzione” e altre norme per impedire l’offesa al comune senso del pudore. Al punto che Fabio, via social, si chiede tra il serio e il faceto: “Esco poco la sera, ma veramente ci sono signorine che battono le strade etrusche in cerca di clienti per l’amore libero?”.

Ecco, allora, che cosa dice esattamente l’articolo in questione, diviso in tre commi.


Primo, fermo quanto previsto dalla legge Merlin e dalla convenzione Onu sulla prostituzione, in tutto il territorio comunale è fatto divieto a chiunque di fermare il veicolo per contrattare sulla pubblica via prestazioni sessuali a pagamento; secondo, se il soggetto interessato è a bordo di un veicolo, la violazione si concretizza nella “fermata del veicolo” per richiedere informazioni, ovvero concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada che per l’atteggiamento ovvero l’abbigliamento, ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente nella fornitura di prestazioni sessuali; consentire la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati costituisce conferma palese dell’avvenuta violazione del presente articolo; terzo, è fatto altresì divieto a chiunque di mostrarsi in pubblico in abiti e atteggiamenti che offendano il comune senso del pudore.

Tale divieto, oltreché motivato da esigenze di tutela del decoro e della decenza, è finalizzato alla riduzione della domanda di prestazioni sessuali, con conseguente interferenza con il regolare andamento del traffico e della sicurezza della circolazione veicolare”.

Argomenti sfociati in discussioni boccaccesche alle quali replica Micheletti: “Il regolamento sul decoro urbano non intende in alcun modo impedire a nessun uomo o a nessuna donna di vestirsi secondo il proprio gusto e la propria sensibilità. Quando ci si riferisce al divieto generico di ‘accedere al centro abitato con abiti contrari alla pubblica decenza’, ci si riferisce a casi estremi e dove il mancato rispetto della pubblica decenza sia palese, come ad esempio girare in mutande. Il divieto di mostrarsi in pubblico con abiti e atteggiamenti che offendano il comune senso del pudore è invece inserito nell’articolo 9 e si riferisce nello specifico a contesti legati alla lotta alla prostituzione”.


“La bozza del regolamento - ricorda l’assessore - è comunque disponibile sul sito del comune affinché possa essere modificata, questa amministrazione ha sempre mantenuto e sempre manterrà tra le proprie priorità il dialogo con i cittadini verso i quali c’è il massimo spirito di ascolto e coinvolgimento”.

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