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Rifiuti, Barbierato fa retromarcia

Senza precedenti la lettera inviata al Consorzio Rsu per fermare la delibera. Il sindaco taglia la faccia al consiglio comunale che aveva votato per il passaggio a Ecoambiente.

Rifiuti, Barbierato fa retromarcia

Omar Barbierato

02/11/2018 - 20:50

Il consiglio comunale ha approvato la delibera di conferimento del Consorzio Rsu in Ecoambiente e dopo quattro giorni il sindaco Omar Barbierato ha scritto al commissario liquidatore Pierluigi Tugnolo, facendo marcia indietro.

E’ quanto emerge dalla lettera che il primo cittadino ha inviato a Tugnolo. La missiva porta la data del 31 ottobre, ma nonostante la segretezza di Palazzo Tassoni, alla faccia della trasparenza continuamente sbandierata, il documento viene portato all’attenzione dell’opinione pubblica da parte di alcuni consiglieri di minoranza.

Ecco che cosa scrive Barbierato: “Nella seduta consiliare (sabato 27 ottobre, ndr) nella quale è andata in approvazione il conferimento del Consorzio Rsu in Ecoambiente sono emerse esplicitamente delle criticità con riguardo al trasferimento del personale dal consorzio stesso a Ecoambiente. Il trasferimento del personale nella documentazione trasmessa non era evidente, su tale aspetto ha sollevato delle perplessità il segretario generale dell’ente che sono state a lei comunicate. In via cautelativa chiedo che non abbia luogo il trasferimento se non dopo aver analizzato e risolto la questione in merito. Sono per altro emerse nel corso della seduta – prosegue il sindaco di Adria - preoccupazioni circa la situazione di fatto della discarica di Taglietto su potenziali oneri aggiuntivi per bonifica ovvero per messa in sicurezza che potrebbero incidere negativamente su Ecoambiente. Aspetto quest’ultimo solo parzialmente trattato all’interno delle perizie per cui si chiede un maggior dettaglio di approfondimento in merito”.

A questo punto si impongono tre problemi. La prima questione è di carattere istituzionale perché vede il sindaco prevaricare i propri poteri per fermare una decisione del consiglio comunale, la cui autorità è sicuramente superiore a quella del sindaco. In questo caso potrebbe scattare un severo rimprovero dal parte del prefetto qualora le opposizioni portassero il caso all’attenzione del rappresentante del governo, così pure ci sono tutte le condizioni per una mozione di sfiducia. Senza dubbio deve essere imbarazzante la situazione di quei consiglieri che hanno votato a favore e adesso si vedono tagliare la faccia.

In secondo luogo appare evidente il poco rispetto verso il consiglio comunale in quanto, da fonte informale ma sicura, si apprende che alla delibera non è stato allegato il verbale della discussione.

Terzo punto, Barbierato ha votato per ben due volte il provvedimento, il primo in sede Ato, circa due mesi fa e in quella sede si astenne solo il sindaco di Bosaro, il secondo nel consesso adriese e solo ora, dopo quattro giorni, si pente di quello che hanno votato lui e la sua maggioranza civica.

Al momento non è dato sapere se e come Tugnolo risponderà alla lettera del primo cittadino adriese, vista la delicatezza dell’operazione non rilascia dichiarazioni.

Va ricordato che nella seduta del 27 ottobre il provvedimento è passato con 11 voti favorevoli (Ibc, Siamo Adria e Barbierato) mentre i tre consiglieri di minoranza si sono astenuti (Baruffaldi, Beltrame e Spinello), gli altri tre erano assenti giustificati. Così pure va rilevato che tra i consiglieri di maggioranza nessuno è intervenuto, mascherandosi dietro alle dichiarazioni del segretario generale del comune, abdicando di fatto al proprio ruolo perché se è vero che la questione è particolarmente complessa dal punto di tecnico-giuridico-amministrativo, però non va dimenticato che ha una forte valenza politica.

Tra i civici l’unico a parlare è stato Barbierato che ha fatto proprie le preoccupazioni più volte espresse dal capogruppo Pd. E pensare che la consigliera Ibc Oriana Trombin aveva atteggiamenti di plateale insofferenza mentre Sandro Gino Spinello spiegava queste perplessità nel civico consesso.

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