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Opera Pia, i conti non tornano

Stipendi ai dipendenti arrivati in ritardo, bilancio 2017 già in passivo e il previsionale 2018 non convince

Opera Pia, i conti non tornano

Dopo due settimane in cui è stato piuttosto aspro il confronto tra dipendenti e amministrazione della casa di riposo Opera Pia “Bottoni” di Papozze, con intervento anche delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che hanno cercato di capire cosa stesse succedendo all’ente, ora pare che il bubbone sia scoppiato. Il ritardo col quale sono stati pagati i recenti stipendi, anche se di pochi giorni per chi non avesse il conto corrente nella stessa banca da dove son partiti i bonifici, aveva allarmato i lavoratori. I quali avevano sottolineato come non fosse la prima volta. Il presidente della casa di riposo, l’ex sindaco di Papozze Diego Guolo, aveva tranquillizzato parlando di un semplice problema burocratico.

Ma è evidente che le cose non stiano esattamente in questo modo, anche perché i problemi economici dell’ente sono noti da tempo sia al presidente Guolo che all’amministrazione comunale di Papozze. Basta leggere il verbale di approvazione del bilancio 2017 da parte del consiglio di amministrazione, dove è sottolineato come “l’esercizio ancora una volta non si sia sviluppato secondo il percorso tracciato in sede di approvazione del Bilancio previsionale, si evidenzia infatti un risultato netto di esercizio negativo, di euro 217.371,20 euro”. La motivazione è riassunta brevemente nella stessa delibera, dove è precisato come non si siano alzate le rette agli ospiti, ma si sia dovuto far fronte “alla costante e continua riduzione del numero di impegnative di residenzialità rilasciate a favore degli ospiti dall’azienda sanitaria di competenza che pur essendo rimaste ad una media annuale di 46,7, hanno toccato punte infrannuali di 44 impegnative”. La differenza è che un ospite con impegnativa “vale” 100,80 euro, uno “non a convenzione” 73,60 euro. “Certamente la costante riduzione di assegnazione di impegnative di residenzialità non viene compensata dall’aumento delle richieste di ospitalità ‘non in convenzione’” prosegue l’analisi del cda della casa di riposo, il quale sottolinea la concorrenza dei nuovi operatori privati del settore “considerati alla stessa stregua delle Ipab”. Nel 2018, intanto, il cda dell’Opera Pia “Bottoni” ha rideterminato le rette e “per impedimenti di carattere amministrativo si è dovuti ricorrere a un periodo ulteriore di provvisorietà di bilancio”.

I problemi, quindi, si protraggono da anni e, forse, si è arrivati adesso a una rottura. Il presidente Guolo sembra che, al termine dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio con le sigle sindacali unite, Cgil, Cisl e Uil, abbia annunciato di rassegnare le dimissioni al sindaco Pierluigi Mosca, visto che si tratta di una nomina esterna. Lo stesso primo cittadino, però, ha spiegato di non averle ricevute: “Ho un incontro mercoledì con Guolo - racconta - qualche problemino so che c’è, ma per ora non sono in grado di dire altro”. Intanto Cgil, Cisl e Uil si preparano all’assemblea unitaria del prossimo 12 novembre, dove con i lavoratori si confronteranno sulla situazione dell’ente. “No ci ha mostrato alcun conto - emerge dall’incontro di ieri pomeriggio da parte delle sigle sindacali - siamo preoccupati”. Il passivo che nel 2017 era, come detto, di quasi 220mila euro, sembra sia aumentato di molto, se non raddoppiato. Inoltre i lavori che si stanno svolgendo all’interno della casa di riposo per rilanciarla, non essendo ancora terminati, non hanno dato respiro nuovo alle entrate. Il timore sembra sia il taglio del personale, e proprio partendo da questo, lunedì prossimo, sindacati uniti ed Rsu si troveranno in assemblea generale.

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