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Decoro urbano

Prostituzione e minigonne Micheletti fa marcia indietro

Saranno ritoccati alcuni passaggi giudicati vaghi, contraddittori o rigidi Cavallari: “Più che un regolamento sembra una lezione di educazione civica

Prostituzione e minigonne Micheletti fa marcia indietro

Sarà rimosso il terzo comma dell’articolo 9 della bozza di regolamento sul decoro urbano dove si dice che “è fatto divieto a chiunque di mostrarsi in pubblico in abiti e atteggiamenti che offendano il comune senso del pudore” finalizzato a contrastare la prostituzione. Così pure sarà riformulato il paragrafo “n” del sesto articolo dove si afferma che è “vietato accedere al centro abitato con abitati contrari alla pubblica decenza”.

L’annuncio è stato dato dall’assessore Andrea Micheletti nell’auditing di lunedì per raccogliere proposte, suggerimenti e modiche da parte della cittadinanza. Nel primo caso è stato rilevato, in tutti gli interventi, che il modo di vestirsi non può essere confuso con chi pratica la prostituzione; nel secondo caso il dettato regolamentare appare troppo vago, di difficile interpretazione, quasi impossibile da mettere in pratica e soprattutto da far rispettare. Infatti su questo punto da giorni si è acceso un dibattito social su quale fosse la misura della minigonna consentita, chi dovesse misurarla e quali fossero i confini del centro storico dove scattare tale presunto divieto.

Al punto che l’assessore ha ammesso: “In effetti nelle norme di contrasto alla prostituzione siamo stati un po’ troppo rigidi”. Più che altro si va a regolamentare un aspetto della prostituzione che nel territorio adriese non esiste. Al di là di certi eccessi del dibattito, resta il fatto l’opinione pubblica ha dimostrato, anche attraverso gli organi di stampa, un certo interesse nei confronti del regolamento che l’amministrazione comunale sta elaborando. Tuttavia pochi i cittadini che ieri sera hanno risposto all’appello nella Casa delle associazioni dove si è svolto l’incontro pubblico, ma gli interventi sono risultati molto mirati e qualificati. Presente la giunta quasi al completo e numerosi consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. Tra il pubblico anche il sindaco Omar Barbierato impegnato a prendere appunti.

Insieme ad alcune problematiche presentate in maniera molto precisa, in linea generale è emerso che la bozza presenta troppa genericità e troppe lacune che rischiano di renderlo inefficace o creare più problemi nei rapporti tra vicini e tra la cittadinanza in generale. Così pure è risultato poco chiaro come e a chi fare le segnalazioni di mancato rispetto di certe norme. Su tutto, alla fine, pesa l’interrogativo posto da Lamberto Cavallari: “Che cosa si vuol fare con questo regolamento? Come si intende farlo applicare e rispettare?” Ed ha aggiunto: “Si ha la sensazione che il fine recondito sia quello di imporre delle regole di buona educazione civica stabilendo norme e obblighi anche dove non sono consentiti”. Dunque, se va avanti così, sembra che l’amministrazione civica voglia catechizzare i cittadini su come devono comportarsi dentro e fuori casa.

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