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Adria

La città di Adria sotto l’attacco dei piccioni

Per Bonato la città è più pulita, ma all’auditing sono emerse diverse criticità. Tiozzo ha ricordato la grave situazione creatasi negli ex Molini, mentre Bobo striglia la Pro loco.

06/11/2018 - 17:36

Uno degli argomenti centrali nella discussione pubblica sulla bozza di regolamento sul decoro urbano è stato il problema della sporcizia e dell’incuria in alcune zone della città di Adria: alla faccia di quanto sostiene il capogruppo Ibc Enrico Bonato, secondo il quale “Adria è molto più pulita rispetto a qualche mese fa e tanti cittadini lo riconoscono e proprio questo, forse, ad alcuni dà fastidio. Alcune persone dovrebbero essere intellettualmente oneste e riconoscere, anche se non abbiamo ancora realizzato i pannoloni per i piccioni”.

Probabilmente, non ha prestato adeguata attenzione alla scala d’ingresso alla sala consiliare di domenica scorsa in occasione della cerimonia del IV Novembre dove la corsia rossa è servita in parte a coprire il guano dei colombi, invece di essere ripulita la pavimentazione.

Ben più grave, ovviamente, la situazione nel grande immobile abbandonato degli ex Molini adriesi. All’auditing di lunedì sera il caso è stato portato all'attenzione da Giani Tiozzo che ha ricordato una raccolta firme di due anni fa affinché “fosse fosse fatta pulizia, ma non è stato fatto niente, mentre si moltiplicano i colombi, cresce il guano nell'immobile abbandonato così pure aumentano i rischi per la salute della popolazione”.

Da parte sua l’ex sindaco Barbujani ha auspicato che al più presto possano essere rimossi alcuni immobili ormai fuori uso e diventati autentiche topaie: dall'ex pescheria in corso Garibaldi, all'ex chiosco all’angolo tra corso Mazzini e piazza Bocchi.

Così pure ha chiesto una verifica sulle concessioni a due edicole adesso chiuse: quella davanti a Osti e quella in via Chieppara“Qualora risultassero scadute - secondo l’ex sindaco - sarebbe il caso di procedere con la rimozione del chiosco visto che sono chiuse da tanto tempo e un po’ pericolanti”.

Poi, ancora un volta, Bobo ha voluto togliersi il solito sassolino con la Pro loco ricordando che “esternamente la sede non fa un bel vedere e proprio l’ufficio Pro loco dovrebbe essere la vetrina della città, invece ci sono bottiglie sui davanzali che restano per giorni, l’erba intorno e spesso il guano dei colombi. E’ vero che sono volontari - ha aggiunto - ma la cura della casa dovrebbe essere una priorità”.

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