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Casa di riposo, Guolo: “Non faccio il capro espiatorio”

Il presidente dell'Opera Pia "Bottoni" di Papozze: "Nessuna solidarietà da una parte dei sindacati: per risolvere i problemi serve fare squadra"

Casa di riposo, Guolo: “Non faccio il capro espiatorio”

O si fa squadra per risolvere i problemi che ci sono, altrimenti se devo essere l’unico capro espiatorio della situazione della casa di riposo, mi faccio da parte e il sindaco indichi una persona nuova per guidarla”. E’ più amareggiato e deluso che arrabbiato Diego Guolo, presidente dell’Opera Pia “Bottoni” di Papozze, dopo i recenti confronti con dipendenti, Rsu e sindacati rispetto alla situazione finanziaria ed economica dell’ente. “Le difficoltà sono note da tempo - riflette Guolo, che l’altra sera ha rimesso il suo mandato nelle mani della giunta di Papozze e del sindaco Pierluigi Mosca - siamo la casa di riposo con meno impegnative accreditate della regione, e dall’altra parte la nostra struttura è molto richiesta. Per questo ci dovrebbe essere più equità, visto che la libertà d’azione è giustamente ridotta nelle strutture pubbliche come la nostra, ma quando i costi sono superiori ai ricavi, è difficile far quadrare i conti”.

Per questo motivo il progetto che Guolo ha messo in piedi per ripianare i debiti dell’ente (“quando sono arrivato era già in rosso e non si può sempre utilizzare il patrimonio dell’ente”) è stato quello di adibire 30 dei 40 posti per autosufficienti ai non autosufficienti. “Si trattava di intervenire nella parte più storica della struttura per creare i nuovi posti - precisa Guolo - visto che dei 40 posti che abbiamo per autosufficienti, ne occupiamo al massimo una ventina, con un mancato guardagno di circa 200mila euro l’anno”. Cifra che, più o meno, è il passivo che ogni anno accusa la casa di riposo in bilancio.

Avremmo dovuto terminare i lavori entro agosto, l’1 settembre era in programma di accogliere la prima decina di ospiti - spiega Guolo - il problema è che durante i lavori nella struttura, che ricordo avere oltre cento anni, ci siamo imbattuti in quegli imprevisti tipici di questi cantieri, però molto più importanti. Tutto è slittato a fine dicembre, ma questi quattro mesi non faranno che peggiorare il bilancio”. “Così invece di iniziare a riprenderci, visto che con questo programma in un paio d’anni avremmo iniziato a ripianare i debiti passati - aggiunge il presidente - siamo pure costretti a non accettare più alcun ospite, poiché i lavori hanno di fatto escluso un’ala della struttura”. “Il mio rammarico è la poca solidarietà da parte di chi collabora con l’ente - conclude Guolo - posso capire che un ritardo degli stipendi sia un problema grosso, è giusto che i sindacati tutelino i lavoratori, ma tutto era noto fin dall’inizio. E mi dispiace che una parte dei sindacati invece di essere propositiva, attacca il sottoscritto senza indicare alcun tipo di soluzione”.

Così Guolo ha parlato schiettamente con il sindaco Mosca e la giunta. “Abbiamo riguardato i bilanci dell’ente insieme, mi hanno detto che non sono responsabile di alcuna mala gestione - conclude Guolo - però ho ribadito loro che cerchino un nuovo presidente. Non mi dimetto, per ora, solo perché l’ente verrebbe commissariato, e sarebbe il blocco totale di ogni attività. Le mie responsabilità me le sono sempre prese, ho fatto in coscienza del mio meglio, ma rimanere per rimpinguare le tessere di qualche sindacato che mi attacca, anche no”.

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