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La storia

“Ecco la parentela che ci lega al presidente del Brasile”

“Ho recuperato i documenti. Ho idee diverse, ma ha origini nella nostra terra”

“Ecco la parentela che ci lega al presidente del Brasile”

Renzo Bolzonaro ha ricostruito l’albero genealogico che lo lega a Jair il nuovo presidente del Brasile. Dopo parecchie ore passate tra vecchi documenti e archivio parrocchiale, è riuscito a trovare la parentela con il neopresidente del Brasile Jair Bolsonaro. Tra il 1876 e il 1920, più di 365.000 veneti arrivarono nel paese di Rio de Janeiro e ad Anguillara, praticamente tutti hanno un parente lontano nel Paese sudamericano. Tra questi, nel 1888, partì anche Vittorio Bolzonaro, bisnonno del nuovo presidente del Brasile, assieme al figlio Angelo di soli 10 anni. Nel tempo hanno modificato il cognome da Bolzonaro a Bolsonaro, così come ancora oggi viene pronunciato nel dialetto veneto.

Ad iniziare la ricerca, è stato Renzo Bolzonaro, 44 anni, impiegato commerciale alla Fanton, un’azienda di Conselve che produce apparecchiature elettriche. “Non sono d'accordo con le idee estremiste proposte dal presidente del Brasile, in quanto mi considero un moderato, ma non nascondo che provo un po’ di orgoglio nel pensare che al fatto che il presidente arrivi da una famiglia che decise di lasciare la propria terra solo con una valigia piena di sogni e speranze”. Renzo collabora con la vita parrocchiale ed è volontario della Caritas.

“La prima volta che ho sentito parlare di Jair Bolsonaro - dice - è stata alla notizia del suo attentato in campagna elettorale. Poi mi ha chiamato il sindaco e abbiamo iniziato ad indagare. Ho iniziato a cercare in soffitta da mia madre e ho trovato una foto di mio bisnonno con il suo certificato di nascita del 1863. Con quello sono andato all’archivio parrocchiale e sono riuscito a risalire al mio trisavolo Cristofaro e suo papà Giuseppe. Il grado di parentela ancora non lo so con esattezza, ma dovrebbe essere stato il fratello o al massimo il cugino di Luigi, il papà di Vittorio Bolzonaro, nonno del presidente”.

Anche nella famiglia di Renzo, come in quella di molti altri veneti, l’emigrazione era all’ordine del giorno. Suo nonno ha lavorato in Grecia e in Germania, e suo padre ha fatto per anni lo stagionale in Francia nella lavorazione delle barbabietole. “Anche per queste ragioni capisco che ci devono essere delle leggi per controllare l’immigrazione, ma spero che queste regole vengano pensate con umanità. In Veneto sappiamo bene cosa significa essere un emigrante. Prego che la dialettica politica sia ispirata dal rispetto e dal bene comune, come proposto da Papa Francesco e dal presidente Mattarella”.

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