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Il sindaco Bergamin sfida Avezzù

“Obiettivo Rovigo vuol sacrificare delle opere pubbliche? Impossibile. E finiamola con i giochetti”

Il sindaco Bergamin sfida Avezzù

11/11/2018 - 19:23

“Delegherò Paolo Avezzù a partecipare all’assemblea del Cur di martedì, così potrà perorare, con gli altri soci e con la fondazione Cariparo, la sua proposta di mantenere inalterati i contributi per il consorzio universitario e e assumere i lavoratori precari”. Assomiglia tanto ad una polpetta avvelenata quella che il sindaco Massimo Bergamin, e la sua maggioranza, stanno preparando per il presidente del consiglio comunale e capo politico di Obiettivo Rovigo.

“Io non replico a nessuno, ma la mia amministrazione non arretra di un millimetro dalla sua linea”, dice il primo cittadino che non ha evidentemente gradito il comunicato diffuso venerdì sera da Obiettivo Rovigo, dove si chiedeva al Comune di aumentare il contributo al Cur, anche spostando risorse destinate alle opere pubbliche. E dove si sosteneva con forza la necessità di stabilizzare i lavoratori precari.

Bergamin non risponde direttamente al gruppo consiliare centrista, ma poco ci manca: “Premetto che io sono per la difesa dei posti di lavoro e del Cur. E premetto anche che il Comune non farà mancare il suo sostegno al consorzio universitario, sia con contributi diretti, sia con contributi indiretti, vedi la sede di via Marconi. E continuerà a sostenere anche le altre iniziative culturali.

Ciò detto, però, ribadisco che il sindaco di Rovigo sono io. E che non ha senso dire di spostare i soldi dalle opere pubbliche. Quali opere si vorrebbe sacrificare? Sono tutti interventi necessari, in centro e nelle frazioni. Oppure Obiettivo Rovigo ha individuato lavori che possono aspettare. Di certo non il piazzale Di Vittorio, di certo non le strade. Io non arretrerò nemmeno di fronte a un plotone d’esecuzione”.

E così pur non replicando ai centristi Bergamin rilancia la palla in casa loro: “Andare all’assemblea del Cur spetta al sindaco. Ma credo che delegherò Paolo Avezzù”. Come dire vediamo se quello che sostieni su una nota sei in grado di portarlo avanti anche al cospetto dei soci Cur. Una sorta di sfida, come dire: “Non ti riconosci nella linea della maggioranza? Vediamo cosa sai fare”. E infatti il sindaco ammonisce anche che “è finito il tempo dei giochetti, basta giocare a carte scoperte. Basta far intendere di avere una linea diversa dalla maggioranza”.

Insomma il guanto della sfida ad Avezzù è lanciato, e il fatto che martedì ci sia anche il consiglio comunale non può essere considerato un ostacolo alla delega a partecipare all’assemblea dei soci Cur: “L’assemblea - scandisce il sindaco - è alle 17, il consiglio alle 19. Avezzù può fare entrambe le cose, e se non dovesse arrivare un tempo per il consiglio c’è il vicepresidente che può benissimo mandare avanti i lavori”.

Obiettivo Rovigo aveva anche contestato la proposta del primo cittadino di far entrare nella compagine del Cur il Consvipo rivisto: “Io continuo a sostenere che sia una possibilità da esplorare. Come si fa a negarla a priori? Forse Obiettivo Rovigo non l’ha capita, oppure l’hanno capita ma la criticano perché non è partita da loro. Eppure qualcuno dovrebbe conoscere bene la situazione del Cur visto che una quindicina di anni fa era sindaco. Perché allora non si era battuto per stabilizzare tutti i i lavoratori precari”. Ed anche questo riferimento è diretto a Paolo Avezzù, primo cittadino di Rovigo dal 2001 al 2006.

Lo scontro Bergamin-Avezzù sta per prendere le forme di un duello. Ed ora la domanda è: ma Forza Italia, partito di maggioranza e al quale appartengono Avezzù e i consiglieri di Obiettivo Rovigo, che posizione ha in merito a questo scontro interno al centrodestra e con una sua costola che attacca la giunta di cui fa parte?

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