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Palazzo Nodari

“C’è del guano politico in Comune”

Bergamin non usa mezze parole rivolto a Paolo Avezzù: “Parla parla, poi alla fine si nasconde”. E la Lega mette il carico

“C’è del guano politico in Comune”

12/11/2018 - 20:07

“Ci vorrebbe una macchina spazzatrice anche per togliere il guano politico che si annida in Comune”. Sarà anche stata una battuta, detta dal sindaco alla presentazione delle nuove macchine spazzatrici per la pulizia della città, ma è la dimostrazione del clima di tensione che si respira.

Fra Bergamin e il presidente del consiglio comunale, Paolo Avezzù, ormai è guerra aperta. E la questione del Cur è solo l’ultima goccia di un vaso già pieno. Ed ora la Lega, e il sindaco, sono pronti a mettere in discussione lo stesso ruolo del presidente del consiglio, tanto che hanno scritto, nero su bianco: “Possiamo anche cambiare”. Ieri il tema è stato posto alla riunione di maggioranza.

Delega e rifiuto Ieri lo scontro è diventato plastico quando prima il sindaco Bergamin, come aveva annunciato domenica, ha delegato Avezzù per partecipare all’assemblea dei soci del Cur. Proposta poi rifiutata dal presidente del consiglio: “Io ricopro una carica istituzionale. E devo essere super partes, non posso accettare un incarico operativo”. La sfida lanciata dal primo cittadino è stata, quindi, declinata. Aspro il commento di Bergamin: “Ma come? A parole sembra avere la ricetta per salvare il Cur, parla, parla ma poi non ha il coraggio di andare ad esporre la sua proposta in assemblea”. Ci mancava poco che che gli desse del coniglio.

Contro Obiettivo Il sindaco poi ha rincarato la dose: “Da gennaio Obiettivo Rovigo e alcuni consiglieri di Forza Italia a turno non partecipano alle riunioni di maggioranza o ai consigli comunali. Se è questo il loro contributo alla città se ne terrà conto. La politica si fa con gli atti, non con i messaggini, come quello dell’astensione del consigliere Sergi, l’altro giorno in commissione. Vogliono bloccare le opere pubbliche? Vediamo se avranno il coraggio di mettersi di traverso sotto gli occhi della città”.

Forza Italia Fra sindaco e Obiettivo Rovigo, insomma, la rottura è ormai evidente, e questo nonostante Forza Italia provi a cucire e a mediare sotto traccia. Avezzù si fa forte del fatto che i suoi tre voti in consiglio pesano (il suo, di Luca Paron e Carmelo Sergi) per la tenuta della maggioranza. Il sindaco invece è sul punto di perdere la pazienza, stanco di un logorio e di un lavoro ai fianchi tanto che lui stesso ha detto, più o meno, “mi hanno rotto i c...”. E c’è chi fa girare voci di un prossimo rimpasto di giunta, o di mozioni di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio. Qualche segnale dello scenario, guerriglia o tregua armata, lo si vedrà già oggi al consiglio comunale, dove la tenuta del numero legale è nuovamente in bilico.

Lega L’affondo contro Obiettivo Rovigo e Avezzù è rafforzato anche dal gruppo comunale della Lega, con l’aggiunta dell’indipendente Andrea Denti, che ieri ha diffuso una nota: “Ci troviamo costretti a replicare ai continui attacchi da parte di Obiettivo Rovigo che nella persona del presidente del consiglio Paolo Avezzù negli ultimi giorni cerca visibilità piuttosto che un confronto serrato su una questione delicata come il Cur, che riguarda il futuro di sei famiglie”.

E ancora: “Il presidente del consiglio che detta soluzioni ha declinato la delega conferitagli dal sindaco Massimo Bergamin a rappresentarlo all’assemblea dei soci Cur, dimostrando che non si vuole prendere nessuna responsabilità sulla questione”. “Per la questione Interporto Paolo Avezzù accettò la delega del sindaco. Come mai sul Cur declina? Forse ritiene il tema meno importante? Il ruolo di presidente del consiglio dovrebbe essere super partes sempre, e non quando fa comodo come accade spesso. Nel caso questo ruolo stia stretto ad Avezzù possiamo aiutarlo trovando una figura più adeguata”.

In giunta Ieri intanto la giunta ha approvato la manovrina di bilancio che mette a disposizione oltre un milione di euro per più di cento interventi in centro e nelle frazioni. Inoltre la convenzione con As2 per la gestione della Tari. Il sindaco inoltre ha ribadito che “sul tema delle armi alla polizia locale non si torna indietro, Rovigo non può essere uno dei pochi capoluoghi di provincia con i vigili disarmati. E dire che riguarda solo il terzo turno è assurdo, perché se c’è un’emergenza o un servizio di sera che si deve fare? Più i detrattori ululano su questo punto più noi ci rinforziamo”.

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