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Chiusura dell'incrocio sulla Romea, Veronese: “Ricorso sulle spalle dei cittadini”

Il sindaco: “Abbiamo rispettato dopo 12 anni l’accordo con Anas, dispiace per le spese legali che ci obbligano a spendere”

Chiusura dell'incrocio sulla Romea, Veronese: “Ricorso sulle spalle dei cittadini”

Sono stati una ventina gli imprenditori che hanno deciso di impugnare l’ordinanza comunale che l’amministrazione di Porto Viro ha pubblicato per la chiusura della intersezione in Romea, vicina all’incrocio dove il 19 gennaio del 2017 morirono due operai, Daniele Finotti, 58 anni, di Taglio di Po, titolare della Special Vetro e Gianfranco Fusetti, 46 anni, di Ariano del Polesine ma residente a Porto Viro. Lo hanno fatto perché hanno le loro attività proprio nell’area industriale che si affaccia in Romea e, grazie a quella intersezione, non dovevano allungare il percorso per arrivare a lavoro. Il 20 novembre prossimo ci sarà l’udienza, in camera di consiglio, davanti ai giudici del Tar Veneto.

La chiusura di quell’intersezione è arrivata dopo 12 anni da quando l’Anas, che gestisce la strada statale Romea, l’aveva intimato per la prima volta al comune di Porto Viro. “Tutto deriva dall’accordo di programma che venne sottoscritto nel 1999 per la realizzazione del sottopasso - ricorda il sindaco Maura Veronese - Porto Viro avrebbe dovuto realizzare l’accesso alternativo e provvisorio che sarebbbe stato chiuso non appena fossero finiti i lavori del sottopasso. Nel 2006 venne ultimata l’opera da Anas e, da quell’anno, ha iniziato a scrivere al comune affinché chiudesse l’intersezione, peraltro vicina all’incrocio. E dopo che successe il terribile incidente del gennaio 2017, Anas intensificò le lettere affinché il comune di Porto Viro ottemperasse al suo impegno”.

Appena sono stata eletta sindaco - prosegue Veronese - sono andato subito a confrontarmi con Anas, e ho anche invitato a venire con me tutti i frontisti che hanno le attività in quella zona. La dirigenza veneta di Anas mi ha quindi confermato che quella strada non si poteva che chiudere, ripristinandola come in passato, con tanto di fossato. E così ho fatto, nel rispetto delle indicazioni di Anas”.

Una scelta che non è andata bene a diversi imprenditori, come del resto ad alcuni politici, dall’ex assessore (e un tempo collega di giunta del sindaco Veronese) Roberto Luppi all’ex sindaco Thomas Giacon, oggi consigliere di minoranza. Proprio loro, insieme ad altri esponenti della politica locale come il coordinatore di Forza Italia di Porto Viro, Enrico Bonafè, erano andati a presidiare il giorno che la ditta incaricata aveva chiuso l’intersezione. Il ricorso al Tar è stato affidato dagli imprenditori all’avvocato Maria Grazia Romeo del foro di Venezia, la quale si è riservata dietro a un “no comment”, in attesa del giorno dell’udienza.

“Intanto questo ricorso contro un’ordinanza che da 12 anni ci viene chiesta da Anas - conclude il sindaco Veronese - costerà al nostro comune, e alle tasche dei cittadini, le spese per incaricare un avvocato che ci tuteli e resista in aula nell’udienza della prossima settimana. Non è bastato applicare il buonsenso in questa vicenda, mi dispiace perché a pagare sarà l’intera città”.

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