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Il caso

L’urbanistica ingessa la città troppe carte ferme nei cassetti

Pratiche e piani edilizi a rilento. Si parla di una perdita di un milione all’anno

L’urbanistica ingessa la città troppe carte ferme nei cassetti

12/11/2018 - 20:16

Quante carte nei cassetti, negli archivi, negli armadi e sulle scrivanie dell’urbanistica. Tante, tantissime, tutte in attesa di esami e verifiche. Tutte in attesa di vedere proposte e progetti edilizi diventare realtà. Tutte in attesa, appunto. Ed il settore urbanistica del Comune si ritrova sotto accusa.

Sono stati gli stessi ordini professionali, qualche giorno fa, a sollecitare la giunta comunale a “dare una svegliata” agli uffici di via Badaloni.

E son volate anche parole non tenerissime, questo perché, secondo questa visione, la città risulterebbe ingessata, bloccata dal punto di vista edilizio con le pratiche che camminano a passo di lumaca. Architetti, geometri, ingegneri, imprese di costruzioni... insomma c’è il mondo dell’edilizia che chiede di velocizzare l’ordinaria movimentazione di autorizzazioni e pratiche.

Fra i piani che faticano ad uscire dai cassetti dell’urbanistica di palazzo Nodari anche i piani particolareggiati, il piano del commercio, il piano del centro storico, il piano delle aree sottoposte a vincolo e il piano delle frazioni, strumenti urbanistici utili a mettere in moto la macchina del settore costruzioni. E c’è chi dice, con una stima fatta pratica per pratica, che senza l’attivazione di questi strumenti il Comune ci rimette circa un milione di euro all’anno in mancati oneri urbanistici e spese di autorizzazioni. Insomma lo stallo del comparto comunale avrebbe pesanti ricadute anche su palazzo Nodari.

La stessa Federica Moretti, assessore all’urbanistica, si sarebbe lamentata durante una riunione della giunta rimarcando di “essere stata lasciata sola”. Lamentela che però non pare aver trovato troppe sponde nell’esecutivo.

Sotto la lente d’ingrandimento anche il nuovo dirigente dell’area urbanistica, da qualcuno ritenuto un po’ troppo lento nel dare seguito alle procedure e all’esame di ogni pratica, cosa che invece richiederebbe snellezza e velocità di esecuzione.

Insomma “l’ingessatura” sta sollevando numerose critiche, sia nel mondo politico-amministrativo che in quello delle professioni.

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