you reporter

La testimonianza

“Con una corda, papà ne salvò 15”

Tra le acque con un traghetto improvvisato: la storia di Argante Rossi, ufficiale idraulico a Bosaro. “Aveva proposto di bombardare l’argine a Ferrara”.

“Con una corda, papà ne salvò 15”

14/11/2018 - 18:36

Una corda tesa tra la tragedia e la speranza. Che ha ridato la vita a una quindicina di persone che, quel 14 novembre che cambiò per sempre la storia del Polesine, avevano trovato riparo nel magazzino idraulico, sulla sponda sinistra del Canalbianco, appena giù dal ponte del “Ghebo”, tra Bosaro e il Valmolin di Arquà Polesine.

Una corda che serviva come guida, su cui far scorrere il “traghetto” ricavato da un vecchio portone, e condurre gli sfollati dal magazzino all’argine, sulla cui sommità era fermo un camion, pronti a portarli in salvo. Ingegnere del mezzo di trasporto, e poi traghettatore, Argante Rossi, ufficiale idraulico di Bosaro. La cui immagine, su quell’imbarcazione improvvisata, finì in un documentario dell’istituto Luce.

“Quando il Po ruppe gli argini, l’acqua riempì anche il Canalbianco e tracimò come una furia anche oltre la sponda sinistra. Si fermò solo all’Adigetto, diversi chilometri più in là. Noi vivevamo nel magazzino idraulico. Al piano di sopra papà aveva accumulato stuoie, torce e quant’altro. Trovarono riparò lì molte persone: i soccorritori, innanzitutto, uomini del Genio e pompieri per i quali mio padre aveva preparato dei materassi a terra, e poi alcuni sfollati, che furono messi in salvo solo grazie a quella trovata, quel traghetto improvvisato guidato con una corda fissata ad un’inferriata del piano terra e dall’altra parte al camion sull’argine”. 

La donna, poi, ricorda un aneddoto dei giorni precedenti all’alluvione, quando ormai era chiaro che il Po, così grosso, al mare non ci sarebbe arrivato. “Mio padre, ufficiale idraulico con responsabilità sul Canalbianco, andò dal Magistrato delle Acque, a Venezia, per sottoporre una proposta: riteneva che, con un aereo, l’aviazione militare avrebbe dovuto bombardare gli argini del Po nelle zone di campagna del Ferrarese, per evitare che il Polesine finisse sommerso. Fu preso per matto. Ma chissà, come sarebbe andata se lo avessero ascoltato...”

Il servizio completo sulla Voce in edicola giovedì 15 novembre.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl