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Rugby Rovigo, il futuro è un'ipotesi

Piva: “Difficilmente si riuscirà a trovare un altro sponsor del calibro di Zambelli”.

Rugby Rovigo, il futuro è un'ipotesi

15/11/2018 - 21:24

Un futuro nero per il club rossoblù. Le dimissioni di Francesco Zambelli da consigliere della Rugby Rovigo Delta e la sua lettera al vetriolo, in cui dichiara terminata la sua avventura nel mondo del palla ovale, hanno messo un punto di domanda enorme sul destino della società di viale Alfieri. Senza uno sponsor del calibro dell’ex presidente, che ne sarà della squadra che fa di Rovigo la “città ovale”?

“Spero si tratti solo dell’ennesimo momento di sconforto - dichiara l’ex consigliere della Rugby Rovigo (ed ex sindaco) Bruno Piva - e che quindi passando i giorni, l’amore che cova per la Rugby Rovigo gli faccia rivedere questa decisione”.
Lo dice, Piva, da grande appassionato di rugby, da medico sociale per una vita e, fino a due giorni fa, da consigliere del cda della Rugby Rovigo. Ma sa bene che questa volta l’addio pare davvero irrevocabile.

“Se questo non dovesse avvenire - prosegue l’ex primi cittadini - si aprirà un periodo davvero difficile per la società. Mi auguro che questo non sia il de profundis della Rugby Rovigo. Sostituire uno sponsor così importante in una realtà economica come quella rodigina, che in questo momento di certo non brilla, sarà veramente arduo. Difficilmente si riuscirà a trovare delle persone con una capacità economica paragonabile a quella di Zambelli. Ma soprattutto con la sua passione”.

La sponsorizzazione che quest’anno la Femi-Cz aveva garantito al club rossoblù, seppur ridimensionata rispetto alle scorse stagioni, ammonta a 300mila euro su un previsionale complessivo di 990mila euro. E difficilmente in futuro la società riuscirà a tappare la falla nel bilancio che si aprirà con l’uscita di scena dell’ex presidente.  Tra l’altro sulla sponsorizzazione, firmata nello scorso giugno quando i rapporti con l’amministrazione comunale sembravano tornati nell’alveo della normalità e pure con la Monti era stata dissotterrata l’ascia di guerra, pende una clausola che prevede la decadenza automatica a fine anno della quota di competenza 2019 se la convenzione di comodato d’uso gratuito dello stadio “Mario Battaglini” non verrà definitivamente aggiornata. “Su questo credo che non ci saranno problemi - spiega Piva - il cammino mi sembra ben avviato. La questione principale ora è quella della tassa sulla pubblicità”.


Proprio su questa questione l’ex primo cittadino è stato chiamato in causa direttamente da Zambelli: nella sua lettera aperta, il patron rossoblù ha affermato che quando era sindaco Bruno Piva aveva “stoppato” la tassa per tre anni perché non riusciva a mantenere il contributo economico di 25mila euro sempre dato alla società dalle amministrazioni comunali.
“All’epoca avevo indirizzato la Rugby Rovigo dall’allora presidente di Asm, che probabilmente avrà detto loro ‘cerchiamo un accomodamento o una soluzione alternativa’. Sicuramente nessuno, tanto meno io, può suggerire di non pagare una tassa, ci mancherebbe. Per quanto riguarda il contributo, invece, in quel momento non c’era la disponibilità economica necessaria. Zambelli si dimentica di ricordare, però, che ogni domenica io firmavo l’agibilità per lo stadio e mi assumevo personalmente tutte le responsabilità. Quando invece è arrivato il commissario ha scaricato il problema sulla società”.

Non è la prima volta che Francesco Zambelli minaccia di fare un passo indietro e di uscire dal mondo del rugby in polemica con il comune. O, negli ultimi tempi, in decisa rotta di collisione con la Monti, la società che gestisce il settore giovanile (e per questo ottiene un sostanzioso contributo dalla Fondazione Cariparo).  Ma questa volta le sue dimissioni sono arrivate in un momento in cui lo strappo tra Palazzo Nodari e il club,con il cambio dell’assessore allo Sport, sembravano essersi almeno in parte ricucito.

“Le trattative stavano andando avanti e la società aveva trovato la disponibilità del comune a discutere dei vari problemi - afferma ancora Bruno Piva - ovviamente però, come in ogni trattativa bisogna trovare un punto d’incontro e non si può ottenere tutto. Zambelli avrà fatto le sue valutazioni. Ci tengo comunque a ringraziarlo per quanto ha fatto in questi anni: non mi ricordo nessun altro sponsor generoso e innamorato del rugby come lui”.
Che è poi la conclusione di tutti gli innamorati della palla ovale: stavolta sono guai. Ma davvero seri.

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