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Referendum

Una fusione tra dubbi e vantaggi

Frassinelle e Polesella alle urne il 16 dicembre. Parlano i cittadini della frazione di Chiesa: “Rischio isolamento”. “Un’opportunità”. “Nuove assunzioni”.

18/11/2018 - 18:44

C’è chi teme il rischio isolamento, chi vede l’unione con Polesella l’ultima spiaggia per non finire nel dimenticatoio, chi è preoccupato per la chiusura della poste e chi invece spera in nuove assunzioni.

A meno di un mese dal referendum per la fusione con Polesella, siamo andati a tastare il polso agli abitanti di Chiesa, frazione di Frassinelle. I cittadini dei due comuni coinvolti dovranno esprimersi sul matrimonio tra le due realtà. D

Giuliana esprime alcune considerazioni: “Io sarei favorevole all’unione con Polesella, porterebbe crescita a un paese chiuso e di mentalità ristretta. I posti di lavoro non verranno cancellati, anzi, credo ci saranno nuove assunzioni. Magari la gente ha paura di perdere una persona con cui confrontarsi in paese, ma da quello che ho capito gli uffici rimarranno aperti”.

Carlo gestisce da quasi mezzo secolo il negozio di ferramenta nella frazione e conosce oramai a memoria le dinamiche del paese: “Sicuramente andrò a votare al referendum. La fusione è una possibilità, altrimenti c’è il rischio che, in futuro, queste unioni vengano calate dallo Stato. Ho consumato una vita ad ascoltare le promesse dei politici, poi bisognerà capire se verranno mantenute”.

Altre considerazioni sempre di Carlo: “A Frassinelle in questi anni è stato fatto poco per i giovani, mancano le attività che assumano e tanti ragazzi sono stati costretti ad andarsene. Il referendum del 16 dicembre rimane una forma di democrazia, per dare una possibilità alla gente”.

Nico scuote la testa: “Sono contrario alla fusione, perché se andrà in porto diventeremo una frazione di Polesella e questo paese morirà con il passare del tempo. Quindi, io il 16 dicembre voterò ‘No’ al referendum”. Queste le impressioni di Liviano: “Chiesa rischia l’isolamento, credo che la fusione possa servire, ci sono diversi vantaggi e io sono orientato a dire ‘Sì’ il 16 dicembre. Qui nella frazione ormai è un dormitorio, dalle 17 in giro non c’è più nessuno”.

Adesso tocca a Mario intervenire sull’argomento: “La gente ha opinioni diverse, per tanti sembra un affare. C’è da dire che qui a Chiesa è rimasto veramente poco. L’importante è che, in caso di fusione, vengano mantenuti aperti gli uffici importanti, come l’anagrafe ad esempio. Temo invece la chiusura delle poste, per gli anziani rischia di essere una scomodità recarsi fino a Polesella”.

Il meccanico Stefano, presente da moltissimi anni a Chiesa, è sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda: “Secondo me la fusione non porterà nessun vantaggio. La paura di tanti, è quella di dover fare un giorno dieci chilometri per andare a pagare una bolletta e sprecare ore in colonna. Poi temo che i dipendenti in pensione non verranno sostituiti. Gli anziani rischiano di perdere servizi essenziali”.

Le stesse preoccupazioni emergono da Maria Grazia, “non capisco perché dovrei spostarmi fino a Polesella”. Ecco il punto di vista di Elisa: “Devo ancora partecipare agli incontri formativi, forse ci saranno nuovi introiti dallo Stato, ma non so quanto possa essere conveniente per gli anziani. Comunque, sicuramente andrò alle urne il prossimo mese”.

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