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Referendum

“Sette milioni di entrate con la fusione”

L’incontro di Raito e Pasqualin con i cittadini per Frassinelle-Polesella. I sindaci: “E’ il beneficio che arriverebbe dal Sì”. L’ok anche di segretario comunale e Cgil

“Sette milioni di entrate con la fusione”

Ennio Pasqualin e Leonardo Raito

20/11/2018 - 18:44

Anche a Polesella si scaldano i motori per il referendum sulla fusione con Frassinelle. Lunedì, in una sala degli Agostiniani colma di gente, si è svolto il secondo incontro fortemente voluto da Ennio Pasqualin e Leonardo Raito, sindaci rispettivamente dei comuni di Frassinelle e Polesella - per parlare direttamente con la cittadinanza di pro e contro della fusione tra i due Comuni per cui si andrà a votare nel referendum del 16 dicembre.

Un dialogo durato un paio d’ore durante il quale sono stati messi in luce tutti gli aspetti che riguardano il progetto studiato con tutte le parti sociali già da qualche anno e che vede il sostegno di sindacati, associazioni di categoria e tutti gli schieramenti politici. “Vogliamo la fusione esclusivamente per il benessere futuro dei nostri cittadini - spiegano i sindaci che hanno rimarcato ancora una volta come questa sia necessaria per prendere in mano concretamente e risollevare il futuro di due paesi che stanno attraversando una fase di invecchiamento e di calo demografico - politiche per la terza età, per le famiglie per le associazioni locali e per la sicurezza, sono infatti tra i settori che avrebbero maggior beneficio se vincesse il Sì nel referendum consultivo del 16 dicembre, grazie ai 7 milioni di entrate extra che arriverebbero”.

A favore della fusione è intervenuto anche Alessandro Ballarin, segretario comunale di Adria, Frassinelle e Polesella che, con una semplice ma precisa analisi, ha sottolineato tutti i punti a favore e quelli di debolezza di questo processo. “Vantaggi economici, appalti più facili da ottenere e minori spese pubbliche, sono solo alcuni dei benefici che la fusione apporterà ai due Comuni -ha detto Ballarin - creando così una struttura adeguata per tutte le attività della nuova comunità”. I contro si identificano invece con una “potenziale perdita di identità campanilistica, una parziale perdita di rappresentatività in termini numerici di consiglieri comunali, ma conseguenti risparmi, e il fatto che il nuovo comune sarà di soli 5.500 abitanti, quando invece sarebbe stato meglio fondere ancora più comuni, ma mettere d'accordo tante teste è difficile”.

Diversi gli interventi anche del pubblico. La fusione è vista come un’ottima opportunità di crescita anche dal sindacalista della Cgil Antonio Bolognese. “E’ una tappa di un percorso, un inizio di un processo che non cancella la storia delle due comunità, ma porta solo maggior benefici ai due territori”. I due sindaci hanno poi ricordato come il referendum del 16 dicembre sia di natura consultiva e non necessita quindi del quorum. In conclusione, i due amministratori hanno voluto sottolineare come, nel caso di fusione, la rappresentanza politica dei due territori sarà garantita in ogni lista alle future elezioni per statuto, i fondi statali saranno impiegati in maniera equa tra Frassinelle e Polesella, senza privilegiare maggiormente un territorio e la storia delle due cittadine non verrà in alcun modo cancellata.

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