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Economia

Fatture elettroniche, caos e costi

La gestione può costare fino ai 70 cent per documento. Rischio lunghe attese alla cassa. "I benefici? Nel medio-lungo periodo".

Fatture elettroniche, caos e costi

22/11/2018 - 18:47

Le nuove fatture elettroniche rischiano di costare, ai piccoli imprenditori, tra i 20 e i 70 centesimi l’una. Ma - soprattutto - rischiano di generare code alla cassa: provate a pensare ad un ristorante che fa pranzi di lavoro e che si vede richiedere, al momento del conto, un tot di fatture elettroniche da gestire tutte insieme.

“Sì, il caos ci sarà quasi certamente”, ammettono Alberto Liviero ed Andrea Fusetto, giovani commercialisti rodigini che da due mesi stanno lavorando a ritmo serrato per spiegare ai propri clienti gli effetti dell’entrata in vigore, dal primo gennaio, della nuova fattura digitale: hanno già incontrato l’ordine degli avvocati, e presto terranno un convegno per Confartifgianato. “Proroghe? Difficili, anzi, quasi impossibili”, l’opinione dei due professionisti

La rivoluzione scatterà, per tutti, tra soli 38 giorni. Esclusi minimi (sotto i 30mila euro), forfettari e piccoli agricoltori (ma si lavora per escludere anche medici, farmacisti e piccole associazioni sportive), imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi dovranno essere pronti ad emettere fattura elettronica.

Che significa avere un computer a fianco della cara vecchia cassa che produce il file in formato “xml”, provvedere alla spedizione al cervellone dell’Agenzia delle Entrate e attrezzarsi per la conservazione elettronica decennale della stessa. Una riforma da cui lo Stato mette a bilancio di recuperare da subito 1,9 miliardi di extragettito per mancata evasione dell’Iva.

Ma la questione riguarderà anche i clienti, non solo gli imprenditori. E non solo per le attese alla cassa: dopo il pagamento, infatti, in mano al cliente resterà soltanto una copia di cortesia della fattura, che sarà solo elettronica, senza alcun valore fiscale.

“Facciamo l’esempio di un privato che vuole chiedere il bonus edilizio dopo dei lavori in casa - spiegano Liviero e Fusetto - per ottenere la detrazione deve allegare la fattura elettronica. Ma prima la deve recuperare, magari registrandosi al portale delle Entrate. Sarà inevitabile affidarsi ad un terzo, magari ad un commercialista, soprattutto per chi ha una scarsa propensione tecnologica”.

Ma i guai veri - è inutile nasconderlo - li avranno gli imprenditori. Soprattutto quelli piccoli, senza una struttura amministrativa articolata alle spalle. “Inutile girarci attorno: più sei piccolo, e più queste novità avranno un costo”, analizzano i due commercialisti.

Il servizio completo e tutti i dettagli sulla Voce in edicola venerdì 23 novembre.

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