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LO SCIOPERO

Il giorno nero della Sanità polesana

Saltano le visite ambulatoriali e le operazioni programmate. Il Cup ha avvisato chi ha potuto

Il giorno nero della Sanità polesana

22/11/2018 - 20:30

“La sensazione è che ci sarà una grande partecipazione. Le sale operatorie e gli ambulatori saranno i primi che si fermeranno e anche i lavoratori del comparto faranno tre ore di assemblea. Tutti i lavoratori dell’Ulss 5, compresi Adria e Trecenta ci chiamano per avere i dettagli della manifestazione e partecipare”. La percentuale dell’adesione allo sciopero dei medici non è ancora data ma Davide Benazzo, della Cgil assicura che dalle 8,30 di oggi le sale operatorie saranno chiuse e anche molti servizi ambulatoriali.

Dimenticatevi dunque le prenotazioni fatte al Cup e le operazioni programmate. Non sono assicurate.

Saranno garantiti i servizi minimi assistenziali come le urgenze, il pronto soccorso, la rianimazione. “Ma una grande fetta dei lavoratori che potranno fare sciopero saranno presenti”, assicura Benazzo.

In questi giorni il servizio del Cup, ha spiegato il responsabile Fernando Spadon, ha chiamato gli utenti che avevano prenotato visite specialistiche per avvisarli che il medico era in sciopero e per spostare la prenotazione. Ma lo strumento dello sciopero permette al medico di non avvisare della sua partecipazione, così in molti casi i pazienti lo scopriranno davanti all’ambulatorio.

La manifestazione è prevista dalle 8,30 davanti all’ospedale di Rovigo. Ha dato solidarietà anche l’ordine dei medici di base di Rovigo con un documento ufficiale firmato dal dottor Francesco Noce.

“La situazione degli organici nella sanità pubblica di questa Regione sta diventando una vera emergenza così da determinare l’impossibilita ad assicurare i servizi e cure ai cittadini - scrivono in una nota Cgil, Cisl Uil, Cimo, Anaao Assomed, Aaroi Emac, oltre alle Rsu dell’Ulss 5 polesana - Non sono più rinviabili politiche di investimento e valorizzazione sui lavoratori della sanità, ormai è a rischio la stessa sanità pubblica”.

Dopo la manifestazione delle 8,30 ci sarà un’assemblea pubblica alle 9,30 in auditorium dell’ospedale a cui è stata invitata tutta la politica locale, oltre all’onorevole Antonietta Giacometti, che ha fatto sapere che non sarà presente, l’assessore Corazzari, i consiglieri Graziano Azzalin e Patrizia Bartelle, il presidente e il vicepresidente della Conferenza dei Sindaci Franco Vitale e Antonio Bombonato e i sindaci dei comuni sede di presidio Ospedaliero Massimo Bergamin, Omar Barbierato e Antonio Laruccia.

A loro sarà presentato un breve “documento che riassume le motivazioni della protesta e che chiede un impegno, ognuno nel proprio ruolo, di difesa del Servizio sanitario pubblico e del nostro territorio”.

Le motivazioni dello sciopero si sintetizzano “nella carenza di organico a livello nazionale, con 3mila precari in attesa di stabilizzazione, carichi di lavoro più umani e che permettano di assicurare la qualità e la sicurezza al cittadino e al professionista, nell’utilizzo di medici “a gettone”, nella carenza della strumentazione idonea, e nella strisciante esternalizzazione e privatizzazione della sanità Pubblica”.

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