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Dehors, scende in campo il sindaco

“Occorre fare chiarezza, non è possibile che ci siano norme non considerate valide per tutti”

Dehors, scende in campo il sindaco

23/11/2018 - 19:41

E adesso scende in campo il sindaco per fare chiarezza sul caos plateatici. Dopo una settimana d polemiche, interpretazioni di norme, accuse varie Massimo Bergamin ha deciso di prendere in mano l’argomento per mettere ordine sulle norme che regolano gli allestimenti esterni (sedie e tavolini) di bar e locali.

E così ha chiesto urgentemente una relazione agli assessorati al commercio e all’urbanistica. “Ho mandato una mail - spiega il primo cittadino - rivolta ad assessori e dirigenti per avere il quadro della situazione e capire bene come è stato trattato il tema del regolamento sui dehors. Occorre fare chiarezza, sul perimetro normativo”. E il fatto che la richiesta del sindaco abbia carattere di urgenza dimostra quanto l’argomento sia caldo, e quanto rischi di sfuggire di mano all’amministrazione comunale.

Nei giorni scorsi dirigenti e assessori si sono mossi in ordine sparso, dicendo che sono in corso revisioni della normativa in vigore, oppure di non essere al corrente di quello che sta avvenendo, o ancora, di non aver tutte le informazioni su dettagli tecnici e specifiche relative agli allestimenti esterni di bar e locali pubblici.

 Per giorni infatti la polemica è infuriata, con le categorie del commercio che hanno ammesso di non essere state coinvolte nella discussione sulla revisione della normativa, e con gli stessi gestori che sono scesi sul piede di guerra per protestare contro un regolamento che riserva continue sorprese e che rischia di far diventare superati investimenti e spese sostenute. Una sollevazione che, di fatto, ha fatto finire nel mirino delle accuse l’intera amministrazione comunale, ritenuta responsabile del caos e di chi si ritiene vittima di una disparità di trattamento.

Io voglio una città viva - continua Bergamin - dove chi gestisce un esercizio pubblico possa ragionare serenamente su come condurre al meglio la propria attività. Per questo servono regole chiare e che valgano per tutti. Solo così i gestori potranno esser certi di essere sottoposti al medesimo trattamento e solo così il rispetto delle regole potrà essere valido e uguale per tutti e da parte di tutti”.

Il caos del caso (e non è solo un gioco di parole) plateatici quindi arriva anche ad intaccare l’azione politica dell’amministrazione comunale. Si muove il sindaco e si muove anche l’opposizione. Qualche giorno fa erano arrivate le critiche sull’attività dell’amministrazione comunale, di Nadia Romeo, capogruppo del Pd. Ora arriva anche un’interpellanza al consiglio comunale da parte di Antonio Rossini, consigliere di Fare.

Rossini ha raccolto le proteste degli esercenti e si fa portavoce delle istanze c per avere “chiarezza normativa che tuteli i diritti del cittadino di avere norme chiare, precise, incontrovertibili e durature nel tempo per poter esercitare le proprie attività economiche”. Per questi motivi il consigliere comunale chiede al sindaco “se intenda adoperarsi ed intervenire affinché la problematica plateatici, - che non doveva essere oggetto di una così rapida revisione se chi doveva a priori operare lo avesse fatto con piena cognizione di tutti gli elementi e degli interessi in gioco- sia pertanto ora trattata con univocità d’intenti tra Comune, associazioni e categorie interessate e titolari di attività, al fine di non gravare ulteriormente sugli operatori economici che hanno già sostenuto ingenti spese per rispettare le norme comunali che sono invece soggette a continue modifiche”.

Sotto accusa c’è il regolamento sui dehors, sia quello attivato nella scorsa primavera, sia le possibili modifiche che erano in fase di discussione. L’obiettivo è cancellare quella ridda d interpretazioni che fanno sì non è ancora stato chiarito una volta per tutte come i plateatici possono essere realizzati. Se solo con sedie e ombrelloni o anche con strutture semirigide purché di qualità. E pi se questa possibilità c’era anche nella normativa scattata alcuni mesi fa o se si tratta d interpretazioni valutate caso per caso. Insomma un bel guazzabuglio con una sensazione di genericità che diventa superficialità, e quindi arbitrio e quindi anarchia. Tutto il contrario di una normativa chiara. Ed per questo che il sindaco ha deciso di prendere in mano l’argomento.

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