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La bufera

Patrizia Bartelle divorzia dal M5S

La consigliera regionale non digerisce l’articolo 41 del decreto Genova. Dice: “Tradita la stella dell’ambiente”. Il grillino Zolezzi si difende attaccando il Pd Zardini.

Patrizia Bartelle divorzia dal M5S

Patrizia Bardelle

24/11/2018 - 19:33

Non si saprà mai se il famigerato articolo 41 del decreto Genova mostri il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto sulla questione degli spandimenti dei fanghi. E arriva il botta e risposta a distanza tra due deputati: il grillino Alberto Zolezzi e il dem Diego Zardini, quest’ultimo presente al convegno del Pd in sala Cordella. Se per gran parte dei commentatori, dell’opinione pubblica e di molti esponenti pentastellati il decreto ha innalzato i limiti per la presenza di idrocarburi, per il parlamentare grillino “non abbiamo innalzato alcun limite semplicemente perché c’era un limite”. Non è d’accordo la consigliera regionale Bartelle che annuncia l’abbandono di M5s “per aver approvato una legge indifendibile e ha tradito una delle sue stelle principali: quella della difesa dell’ambiente”.

Decisione che era già nell’aria dopo la pubblica dichiarazione di lunedì al convegno Pd. Così come preannunciato sempre in sala Cordella ha presentato una mozione “affinché la Regione non recepisca la nuova legislazione ma resti ferma a quella precedente che è più restrittiva”.

Secondo Zolezzi: “Con il decreto Genova si è iniziato un percorso di trasparenza e sicurezza in merito alla gestione dei fanghi di depurazione. Non esisteva alcun obbligo di dosare idrocarburi, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), diossine, Pcb, arsenico, cromo sui fanghi prima di spanderli. Ora abbiamo imposto l’obbligo di dosarli e con precisi limiti. Dal 1992 sono stati sparsi almeno fra i 5 e i 7 milioni di tonnellate di fanghi di depurazione ogni anno sui suoli italiani, oltre 156 milioni di tonnellate in tutto secondo dati Ispra. Questo è avvenuto senza alcun controllo e senza alcun parametro da rispettare. Si sapeva che oltre agli idrocarburi vegetali una parte del lavaggio strade poteva finire nei depuratori, ma i governi precedenti hanno fatto finta di nulla, senza affrontare il problema”.

E ancora: “Possiamo immaginare la spinta lobbistica che c’è per mandare in discarica tutti i 5 milioni di tonnelate di fanghi, derivata dal fatto che 14 regioni mandano i fanghi in Lombardia e una sentenza del Tar regionale ha fatto emergere le criticità del sistema, tenuto volutamente segreto forse per lucrare sui fondi alla politica che i gestori ambientali possono cedere anonimamente. Con la legge anticorruzione stiamo tentando di bloccare questo sistema. I fanghi contengono in maggioranza idrocarburi vegetali metabolizzati dai suoli. Ora grazie a questa legge potremmo avere certezza della quantità di idrocarburi presenti nei fanghi”.

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