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Caos plateatici

“Quei due assessori vadano a casa”

“Non sono in grado di fare chiarezza. Eppure sono pagati con soldi pubblici”. E ora via ai controlli

“Quei due assessori vadano a casa”

24/11/2018 - 18:48

“Due assessori che non conoscono la materia che devono seguire. Che non conoscono le delibere che loro stessi hanno portato in giunta o in consiglio. E’ vergognoso, gli assessori a urbanistica e commercio si dovrebbero dimettere e chiedere scusa alla città e al commercio di Rovigo”. Il caos sul caso plateatici non accenna a diminuire in città e alimenta sospetti, invidie e risentimento fra gestori e amministrazione comunale. Nadia Romeo, capogruppo del Pd in consiglio comunale, chiama in causa direttamente gli assessori che avrebbero dovuto governare la materia, ossia Federica Moretti, dell’urbanistica e Luigi Paulon, del commercio. “Come è possibile - tuona ancora la Romeo - che un capoluogo di provincia non possa avere norme chiare, e uguali per tutti, su un tema così importante. Non si capisce quali siano le norme sui dehors in vigore, se il regolamento è soggetto a modifiche, se ci sono interpretazioni da seguire. Un caos totale. Adesso il sindaco ha chiesto una relazione ai suoi assessori, ma si doveva attendere questa confusione per chiedere e fare chiarezza?”

La capogruppo Pd continua: “Eppure ci sono due assessori pagati, e bene, con soldi pubblici che dovrebbero operare per far sì che non ci siano incomprensioni, e confusioni su questa tematica. Dovrebbero andare a casa immediatamente e lasciare il loro ruolo ad altri. I dehors attengono a urbanistica e commercio, ma nessuno dei due responsabili politici di questi settori, a quanto pare, conosce la materia”.

Romeo poi allarga il ragionamento alle possibili conseguenze di una situazione ancora in ebollizione: “Su questi argomenti non si deve scherzare, anche perché ci sono in ballo gli investimenti di tanti gestori. Ma chi volete che verrà più ad investire a Rovigo se non si riesce nemmeno a fare luce sulla normativa da seguire? Perché mai un gestore dovrebbe aprire un bar o spendere soldi per dei plateatici quando non si riesce a sapere quali siano le norme e quale sia il grado di discrezionalità. Una gestione fallimentare del centro storico, dove le iniziative per animare la città languono. Dove le poche iniziative che si organizzano sono improvvisate, senza coordinamento”.

Il rischio ora è che questo stato di fatto e questa confusioni alimenti se stessa ed anche la sensazione che ognuno possa fare un po’ come gli pare. “Se quel plateatico è stato autorizzato - il ragionamento che potrebbe presto dilagare - posso fare una cosa simile anche io, o magari un po’ più grande”. Insomma il pericolo è di un’anarchia sugli allestimenti esterni di bar e locali. Anche perché il regolamento in vigore presenta norme che possono essere facilmente interpretate. Ad esempio sul colore degli ombrelloni da esterno si specifica che devono essere di colore “preferibilmente” chiaro. Preferibilmente vuol dire non tassativo, quindi.... Lo stesso, poi, dicasi per le strutture dei dehors, dove non sono ammesse strutture chiuse, e nemmeno sedie e tavolini in materia plastica anche se poi è stato precisato che è ammessa la plastica di pregio, ma quale sia questo pregio e chi lo debba ritenere tale appare comunque discrezionale. Insomma più che un regolamento quello sui plateatici pare una Babele, dove tutti parlano senza capirsi fra di loro. E non è escluso che tutto questo clamore, lo stesso sindaco ha deciso di vederci chiaro e ha chiesto una relazione agli assessori, non porti ad una serie di controlli e verifiche da parte della polizia locale per appurare se le norme sono state rispettate. A quel punto esploderanno altre polemiche.

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