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VIABILITA’


Sarà dura annullare quelle multe

Lunedì mattina sono state elevate circa 100 sanzioni a causa del varco “dimenticato” acceso. Fioccano le promesse ma per gli addetti ai lavori non sarà automatico cancellare le contravvenzioni

Le multe non si possono annullare

27/11/2018 - 21:34

Le multe ai varchi di corso del Popolo nei giorni festivi sono in media dieci nelle 24 ore. I dati non sono ancora ufficiali, ma al comando di viale Oroboni ne attendono almeno 100 per la giornata di lunedì. Forse anche di più. Un San Bellino da dimenticare per molti utenti che pensavano di avere come ogni lunedì il passaggio assicurato, e invece sono incappati nel varco “attivo”: multa da 80 euro, con lo sconto del 30% se si paga subito.


Un tesoretto per le casse comunali da 5760 euro a 8100 euro, euro più euro meno.
E a questo punto, nonostante le promesse di qualche amministratore, sarà difficile, se non impossibile, rimediare al “pasticciaccio brutto di San Bellino”, per dirla con lo scrittore Gadda. Le multe elevate in corso del Popolo in uno strano lunedì di festa (locale) non si potranno facilmente annullare: i rodigini che andavano al lavoro o aprivano le loro attività non ci fcciano troppo conto. Già, perché a rigor di legge, per annullare in autotutela una sanzione, ci deve essere stato un errore. E qui l’errore non c’è, se non ab origine: i varchi nei giorni festivi, infatti, sono attivi.


E mentre cento frequentatori del centro in auto staranno macinando legittima rabbia, i tecnici cercano una soluzione all’errore fatto - questo sì - dall’amministrazione.


“L’errore, se vogliamo, è stato doppio - spiega un addetto ai lavori che preferisce mantenere l’anonimato - Infatti cambiare idea e disattivare il varco aprendo alle auto dalle 15 in poi, configura una disparità di trattamento. Mentre annullare le multe potrebbe configurare un grave danno erariale ai danni del Comune, o quantomeno un abuso d’ufficio”.
In effetti il dibattito a Palazzo Nodari sui varchi di San Bellino era molto vivace ieri.


Negli uffici del Bilancio c’era chi sosteneva che l’eventuale disattivazione di un varco nei giorni festivi dovesse essere discussa e approvata in giunta, visto che si tratta di mancati introiti per le casse comunali (da 5760 euro a 8100 euro). E nessuno ha portato una determina in tal senso in giunta. E nessuno ha predisposto neppure un’ordinanza in tal senso. Allora viene anche da chiedersi, come faceva ieri qualche dirigente, come sia stato possibile sospendere l’attivazione a metà pomeriggio... Chi paga i mancati introiti? Perché quando si sbaglia e si cerca di metterci una pezza si corre il rischio che il “tacon” sia peggiore del buco.


Poi c’è un precedente che mette sull’allarme. L’ex comandante della polizia locale di Padova, Antonio Paolocci, che annullò nel 2014 le multe dei velox e si trovò indagato per abuso d’ufficio e condannato dalla corte dei Conti per un danno erariale milionario. Poi fu lincenziato, nonostante il via libera politico dell’allora sindaco. Un motivo in più per mettere in allerta anche il più temerario dei comandanti.


Intanto dal consiglio comunale si alza l’appello di Antonio Rossini, che con un’interpellanza al sindaco Massimo Bergamin chiede l’annullamento in autotutela delle sanzioni elevate.


La vera “festa” per Rossini è stata fatta agli “ignari automobilisti, che si vedranno recapitare delle salate contravvenzioni (80 euro) con ulteriori spese di notifica e procedurali (15 euro), e questo nonostante la loro buona fede”.
Prosegue Rossini: “A dar forza a questa tesi è la circostanza che intorno alle 15 dello stesso giorno è stato tolto il divieto di transito e i varchi in parola segnavano “Non attivo”, come era giusto che dovesse essere fin dall’inizio, in una giornata che non era festiva per tutti”.

Visto l’equivoco, il consigliere d’opposizione chiede dunque al sindaco: “un concreto segnale politico di vicinanza ai malcapitati cittadini, vittime di un evidente equivoco: se si intenda tempestivamente rassicurare a mezzo stampa gli automobilisti che verranno richiesti tutti i passaggi e gli atti necessari affinché le multe (80 euro) siano annullate”.

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