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Bufera sui Concordi

Sgarbi: “Boniolo chi? Si dimetta subito”

Al macero il 10% del lascito Cibotto: il noto critico annuncia interrogazione parlamentare ed esposto in procura.

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27/11/2018 - 17:47

“Sono incazzato nero. Ma questo Boniolo, chi è? Faccia una cosa: si dimetta, prima che sia un giudice a costringerlo”. Vittorio Sgarbi, questa volta, dismette il fioretto. E diventa un ciclone, contro il presidente dell’Accademia.

“Mi ero pure dimenticato di lui - dice il deputato ferrarese - ma se torna a provocarmi posso annunciare che farò immediatamente due cose: domattina (oggi, ndr) appena arrivo in parlamento deposito un’interrogazione parlamentare, al ministero dei Beni culturali e al viceministro dell’interno Candiani, appassionato bibliofilo, in modo che mandi un’ispezione ai Concordi per capire se quanto è stato fatto è legittimo; e poi presenterò una denuncia alla procura”.

Ad innescare la miccia è una lettera aperta diffusa ieri dal numero uno dell’Accademia Giovanni Boniolo per difendersi dalle accuse di aver avviato al macero 27 quintali di libri. Una lettera affiancata da uno scritto di Anna Maria Battizocco, curatrice testamentaria di Gian Antonio Cibotto.

E’ la stessa Battizzocco a rivelare che 4mila testi appartenuti allo scrittore e intellettuale polesano sono stati avviati alla distruzione. “Già a maggio - ricorda - è stato pubblicamente evidenziato come una quota minima di testi (un 10% circa) non rispondeva ai criteri di congruenza con le essenziali linee tematiche della già poderosa biblioteca del caro Giannantonio, di oltre 40mila volumi”.

E Boniolo chiosa: “L’Accademia in questi giorni è stata oggetto di maldicenze e falsità. Sono pronto a ricevere chi ha fatto del male all'Accademia con il sorriso e pronto a stringere loro la mano, anche se non potrò esimermi da qualche piccolo richiamo di etica”.

Figuriamoci come possono suonare parole del genere alle orecchie di Vittorio Sgarbi. “Scusate, ma questo Boniolo, chi è? Per me il presidente dell’Accademia è Luigi Costato. Boniolo? Non lo conosco. Rappresenta solo se stesso, e chi lo attacca non attacca né Rovigo né l’Accademia, ma soltanto una persona. Io invece sono Vittorio Sgarbi, e credo che come presentazione possa bastare. E una cosa è certa: io Rovigo la amo, più di quanto la ami lui. Non accetto lezioni, tanto meno d’etica”.

Quindi, dopo aver sottolineato l’intenzione di procedere con un’interrogazione parlamentare e una denuncia in procura, torna sulla questione delle opere buttate in discarica. “Bisogna essere matti - tuona il noto critico ferrarese - per buttare via anche solo un biglietto del tram appartenuto a Cibotto. Figuriamoci un libro! Al di là delle volontà dello scrittore e con tutto il rispetto per lui, il suo fondo doveva restare integro: lo dobbiamo a lui stesso e a Rovigo. In questi giorni è all’asta l’archivio di 10mila volumi di Mario Soldati. Base d’asta 180mila euro. Qui parliamo di 4mila testi gettati, vi rendete conto di quanto può essere il danno? Per questo chiederò al ministero di intervenire”.

Il servizio completo sulla Voce in edicola mercoledì 28 novembre.

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