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Il caso

“Senza tutti i soldi stop ai lavori"

Gabrielli: “Devono mettere tutte le risorse”. A rischio l’investimento Ikea e 400 posti di lavoro

“Senza tutti i soldi stop ai lavori"

Sembrava fosse tutto a posto. E invece il maxinvestimento sulla macroarea industriale di Arquà-Villamarzana torna in bilico. Tanto che il sindaco di Villamarzana tuona: “O sul piatto vengono messi tutti i soldi o per me si si ferma tutto”. Ed ecco che il possibile sbarco in Polesine del colosso Ikea è di nuovo a rischio, un investimento per la realizzazione di un polo logistico capace di creare 400 posti di lavoro, più un indotto altrettanto importante.

Un’operazione improvvisamente sconvolta da incomprensioni, ripicche, diffidenze e lungaggini ora amplificate dallo scontro istituzionale fra i Comuni di Villamarzana e Arquà Polesine.

Claudio Gabrielli, primo cittadino di Villamarzana la mette giù dura, che più dura non si può: “La mia amministrazione non darà il via ad alcun intervento fino a quando da Arquà non saranno stanziate tutte le risorse economiche necessarie al completamento dell’area industriale. E se io non faccio partire lo scavo del bacino di laminazione il completamento non si farà”. Un ultimatum, che arriva a due giorni dal consiglio comunale di Arquà, dove è stato votata la variante urbanistica e la destinazione dell’avanzo di bilancio per il completamento dell’area. Ma Gabrielli non ci sta: “Basta, a Villamarzana siamo stanchi di essere presi in giro dalla giunta di Arquà. Stanno solo vendendo fumo per farsi la loro campagna elettorale. Parlare di posti di lavoro senza portare avanti gli atti necessari è solo propaganda. E io sono stanco di vedere il mio paese umiliato. Noi tutte le opere per completare l’area le abbiamo fatte da tempo. Arquà ha menato il can per l’aia ed ora vuole anche farci passare per sprovveduti, addirittura come incompetenti salvati da Arquà”.

Gabrielli non ha digerito che “al consiglio comunale dell’altro giorno Arquà abbia stanziato solo 80mila euro. Per completare l’opera invece ne servono 580mila. Ma la giunta ha dichiarato che erogherà 80mila euro all’anno. Questo significa prendere in giro tutti. Ed anche per la realizzazione della strada di via Madonnina hanno stanziato 200mila euro invece di 275mila. Vuol dire che non hanno alcuna intenzione di completare l’area in tempi brevi, il sindaco Turolla e la sua squadra vogliono solo tirare avanti per confermarsi alle elezioni.”

In base agli accordi sottoscritti in prefettura la scorsa estate era previsto che il Comune di Arquà mettesse sul piatto della bilancia 850mila euro per completare l’infrastrutturazione della area industriale. Soldi, che uniti ad un contributo degli imprenditori, e al Comune di Villamarzana, serviranno a realizzare strade di collegamento, illuminazione e un bacino di contenimento idrico. Un accordo arrivato dopo infinite polemiche e accuse di lungaggini al Comune di Arquà Polesine. Gabrielli si aspettava uno stanziamento molto più importante e non la dichiarazione di un’erogazione a rate. Anche se c’è chi sostiene che con la delibera dell’altra sera il consiglio di Arquà abbia destinato l’avanzo di amministrazione al contributo per il completamento delle opere. E che la somma di 580mila euro sarà messa a disposizione con pagamento a stato avanzamento lavori. Gabrielli però non si fida, e vuole che i soldi ci siano tutti e subito. Il caso macroarea-Ikea sta diventando un pasticcio.

“Di sicuro - continua - a Villamarzana si sospende ogni cantiere sulla macroarea. E non riprenderanno fino a quando Arquà non farà la sua parte, come noi abbiamo fatto in questi anni. La giunta del sindaco Turolla è stata attendista per troppo tempo. Con il rischio di far saltare tutto l’investimento. Noi, a Villamarzana ci siamo sempre battuti per far arrivare le aziende sul territorio e creare opportunità economiche e lavoro. Ma ora è finita la pazienza”.

Stop alle gru e alle ruspe, quindi, e insediamento Ikea (un mega capannone su un terreno acquistato oltre 10 anni fa) messo in stand by. E così pure altri investimenti degli altri imprenditori interessati ad ampliare le proprie aziende o a insediarsi: “So bene che si tratta di un danno - continua Gabrielli - ma non dipende da me. Ho già parlato con alcuni imprenditori spiegando la situazione. Se Arquà non farà quello che deve, noi non muoveremo un altro passo”.

E così lo sviluppo di un’area con 13 grossi insediamenti produttivi rischia di andare per aria per uno scontro istituzionale che ora i mediatori di Confindustria, che da mesi seguono la vicenda, dovranno disinnescare. Un affare da milioni di euro e centinaia di posti di lavoro. Che il Polesine non può permettersi di perdere.

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