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Il dibattito

“A casa nostra il presepe non manca mai”

Polemica sulla rappresentazione della natività, i polesani non hanno dubbi: “Per noi è importante”.

02/12/2018 - 18:00

Una questione davvero sentita. I polesani al presepe ci tengono. Del resto, fino a qualche anno fa era normale realizzare la rappresentazione della natività. Oggi, però, le sensibilità sono diverse, anche a causa dell’aumento dei cittadini (e degli alunni) provenienti da altri Paesi e dunque di altre fedi religiose.

“Il presepe ha origine nella nostra tradizione cristiana - afferma Paola Rosini, maestra elementare in pensione - in una lontana notte di Natale, San Francesco ha fatto rivivere la nascita del nostro Salvatore e da allora ogni famiglia cristiana ha fatto il presepe, che è importante avere anche a scuola anche se solo con le figure di Maria, Giuseppe e Gesù”.

Dello stesso avviso anche Nicoletta Andreasi, che ritiene si tratti più che altro di una tradizione da mantenere. “Indipendentemente dal significato religioso, si tratta di una tradizione che da sempre le nostre famiglie portano avanti nel periodo natalizio - afferma - lo facciamo in quasi tutte le case, non vedo perché non dovremmo farlo nelle scuole”.

“In Italia siamo cattolici e il presepe lo abbiamo sempre fatto - si accoda Alessia Guratti, imprenditrice - sono assolutamente d’accordo sul fatto che nelle scuole venga fatto il presepe, come è sempre stato fatto”.

“A me il presepe piace tanto che mi fa respirare l’atmosfera del Natale - spiega Desirè Magagnini, infermiera - Non solo sono d’accordo per il presepe a scuola, ma mi piacerebbe vederlo anche negli uffici e nei luoghi di lavoro”.

Più decisa Chiara Romeo che ne fa una questione di principio: “Siamo in Italia e il presepe lo abbiamo sempre fatto. Se a qualche straniero dovesse dare fastidio, può sempre tornarsene da dove è venuto”.

“Fin da piccola ho sempre amato il presepe - spiega infine Manuela - non solo perché ci ricordava la nascita di Gesù, ma anche perché mi dava e mi dà un senso di famiglia e di calore. Vi racconto un aneddoto: una volta, a casa mia, un corto circuito mandò in fiamme il presepe, e si salvarono solo le tre statuine della Sacra famiglia. Da allora gli do un’importanza ancora più grande”.

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