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Il personaggio

Garbo, una splendida vita in musica

Per trent'anni ha fatto parte del coro della Rai. I critici dicevano: “La sua voce è un dono della natura”. La sua casa di Mardimago è un vero tempio della lirica.

Garbo, una splendida vita in musica

02/12/2018 - 16:40

Una voce da far venire i brividi, una carriera nel coro della Rai. E una riservatezza mista a timidezza, che lo rendono in qualche modo speciale. Il tenore Vittorio Garbo, 89 anni, premiato qualche mese fa a San Martino di Venezze per la sua carriera tra le note e i più noti palcoscenici italiani, vive a Mardimago, tra le campagne che ha lasciato a 30 anni, per inseguire il sogno coronato della lirica.

E’ nato a Beverare di San Martino di Venezze il 10 settembre del 1929 da genitori che erano piccoli coltivatori diretti. Dopo la scuola dell’obbligo ha lavorato nella piccola azienda agricola di famiglia.

Ben presto però si è fatto notare per la sua voce quando cantava brani di opere liriche che venivano trasmesse per radio. Furono gli amici a consigliargli di farsi ascoltare da qualche maestro di canto, così nel 1953, a 24 anni, conobbe la grande soprano Dalla Rizza di Venezia, che riconoscendo gli aspetti importanti della sua voce lo indirizzò con una lettera di accompagnamento, alla soprano Iris Adami Caradetti, che insegnava al liceo musicale Venezze di Rovigo.

Nel 1959, a 30 anni, la svolta. La Rai indisse un concorso nazionale per voci da coro per tenori con l’orchestra lirico-sinfonica nazionale della Rai di Roma. Su 83 concorrenti fu selezionato tra i primi quattro e il 19 gennaio 1960 entrò a far parte del coro della Rai diretto dal maestro Nino Antonellini.

Continuò a cantare nel coro della Rai fino al 1990, anno in cui andò in pensione. Qui si iscrisse al club Giuseppe Verdi di Lendinara, dove c’era un grande fermento e interesse per la musica lirica. Ha inciso tante romanze su audiocassette e anche videocassette in modo autonomo.

La sua casa a Mardimago è un tempio della lirica, che appassionati come il maestro Antonio Dal Santo e Nazareno Piva (titolare del noto alimentari in piazza Garibaldi), hanno esplorato a bocca aperta, raccontano.

Conobbe il grande critico musicale Paolo Padoan, il quale sentendo una sua incisione si espresse così: “Ho sentito la cassetta. Ebbene sono rimasto di stucco! Lei ha una voce stupenda, facile, un vero dono di natura. Lei doveva gettarsi in carriera. Certo, a volte l’emozione l’avrebbe tradito. Però mi creda, la sua voce poteva benissimo essere una voce da protagonista nell’opera lirica, senza problemi”.

La storia completa sulla Voce in edicola lunedì 3 dicembre.

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