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FICAROLO

Abusi all’asilo, parla la collega che accusò

Il caso è quello dei maltrattamenti al "Peter Pan". Oggi versioni discrepanti tra la maestra e il suo medico. A processo due insegnanti e un’educatrice che usavano metodi barbari sui bimbi piccolissimi

Abusi all’asilo, parla la collega che accusò

12/12/2018 - 21:09

“Ho sempre messo in dubbio il metodo utilizzato nei confronti dei bambini in quella scuola, anche in assemblea”. Ieri davanti al tribunale di Rovigo ha parlato la maestra che ha denunciato, insieme a un’altra dottoressa a cui quest’ultima si era confidata, i maltrattamenti nell’asilo Peter Pan di Ficarolo.

A giudizio, davanti al giudice monocratico Nicoletta Stefanutti, per maltrattamenti aggravati a danno di minori, ci sono due insegnanti e un’ausiliaria dell’istituto ficarolese che nel 2014 fu al centro di una inchiesta della procura della repubblica.

Ieri, tuttavia, in aula sono emerse delle discrepanze tra il racconto della maestra, che poi andò via dall’asilo, e della dottoressa. Questa, infatti, ricorda di aver sentito la sua paziente dire che “costringevano i bambini a mangiare la frutta caduta a terra, tenevano la bocca se un bambino rifiutava di mangiare e li imboccavano con violenza”. Fu proprio questo medico a recarsi in questura, nel maggio del 2014, due mesi dopo queste confidenze, per denunciare alla polizia quanto ascoltato sull’asilo.

Da lì l’inchiesta si ampliò con intercettazioni ambientali e riprese video che durarono due mesi. Sull’utilizzo delle immagini e sulla loro legittimità, il giudice Stefanutti deve ancora sciogliere la riserva.

Sono cinque le famiglie che si sono costituite parte civile nel processo. Strattoni, urla, rimproveri e punizioni umilianti a bimbi di due anni furono alla base delle accuse mosse nei confronti delle tre operatrici, ora sotto processo. Infatti, secondo alcune ricostruzioni da parte del pubblico ministero, i bambini sarebbero stati imboccati con forza, nonostante il cibo fosse caduto a terra.

Un’umiliazione a cui si sarebbero aggiunti bruschi rimproveri, urla e improvvisi scuotimenti del seggiolone su cui erano seduti. Nell’ambito dell’udienza preliminare, il giudice aveva disposto anche una perizia psicologica, dalla quale non è emersa la certezza che le due maestre e la collaboratrice della struttura avessero provocato danni psicologici permanenti ai bambini che, all’epoca dei fatti, avevano tra i 12 e 36 mesi. Le tre imputate, avrebbero, in modo brusco, anche lasciato i piccoli con asciugamani in testa per punizione, rimproverandoli duramente.

La prossima udienza per sentire i testimoni della parte civile è fissata il prossimo 28 gennaio.

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