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Piazza Merlin

“Dormo nel chiosco, e tra poco porterò mobili e una stufetta”

Il titolare: “Mi insedierò qua con letto e comodini e se serve con una tenda”

“Dormo nel chiosco, e tra poco porterò mobili e una stufetta”

12/12/2018 - 19:00

Letto, mobili, ed anche una stufetta a gas. Il tutto, tra poco, dentro al chiosco sempre più simbolo di degrado e indecisione.

“Dormo nel chiosco di piazza Merlin e tra poco ci porterò dentro anche mobili, letto e comodini della casa di mia madre che devo restituire all’Ater”. Piove sul bagnato su Daniele Zago, titolare dell’ex bar di piazza Merlin, il chiosco, chiuso ormai da quasi un anno e arrivato giorno numero 178 dalla scadenza della concessione.

Il dramma del proprietario non si ferma. L’uomo, diventato senza fissa dimora, non ha più nulla, tranne, appunto la struttura di piazza Merlin. Il Psi l’altro giorno ha segnalato quello che lui aveva sostenuto tempo fa, e cioè che “non avendo più un posto dove dormire spesso trascorro le notti nel chiosco, con sacco a pelo e coperte”.

Ma per difendersi dal freddo di questi giorni Daniele Zago presto inserirà all’interno del vecchio bar-gelateria anche una stufetta alimentata con una bombola di gas. “All’interno del chiosco - spiega - non c’è elettricità, ma devo pur scaldarmi. Userò una stufetta”.

Nei giorni scorsi è venuta a mancare la madre di Zago, “la casa dove mia madre risiedeva tornerà all’Ater. In questi giorni devo spostare dei mobili che credo porterò proprio all’interno del chiosco. Un letto, i comodini, forse un armadio. E sarà tutto a vista dalle vetrate. Il Comune vuole demolire la struttura? Io al momento ci sto dentro. E se la butteranno giù mi insedierò sull’area con una tenda da campeggio. Mi hanno mandato in rovina per delle loro beghe politiche. Per 20 anni ho mandato avanti un’attività, creando l’unico punto di ristoro di questa piazzetta. Poi qualcuno nell’amministrazione comunale ha deciso di farmi chiudere e di mandarmi sul lastrico”.

Zago dice anche di non aver ricevuto alcuna notifica da parte del Comune in merito all’avvio del procedimento per la demolizione della struttura: “A me non è stata recapitata alcuna raccomandata. Io sono senza fissa dimora e non so dove dovrà essere depositata, forse al Comune di Cavarzere. Però qualcuno potrebbe anche telefonarmi, per avvisarmi di questa raccomandata. Il mio numero ce l’hanno tutti. Invece nessuno mi ha avvisato”.

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