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L’angolo della poesia

E gatto Rossini diventa “statuina” del presepe

Nuccia Venuto ha dedicato una lirica al Natale e al gatto più famoso della città.

E gatto Rossini diventa “statuina” del presepe

15/12/2018 - 21:57

di Rosetta Menarello

Nuccia Venuto ormai nota ai nostri lettori amanti della poesia, ha scoperto la presenza del magico gatto Rossini nel presepe allestito in piazza Vittorio e lo ha immortalato con la poesia che qui proponiamo. La composizione è stata presentata nel corso della rassegna tenutasi al circolo delle Arti Decorative, a cura degli Autori Polesani, il 13 dicembre.

Rossini, gatto del Presepe

Eppure, quando fai visita alla mia casa

ami riposare, beato, sopra una poltrona

scelta dopo un’accurata, felina annusata.

Che ci fai, in questa fredda giornata,

avvolta da nebbia lieve, luminosa e dorata,

nel Presepe allestito sul “liston” rodigino

della piazza più amata?

Un Presepe di legno, costruito da giovani mani,

con talento e amore ma che appare…

troppo freddo, indifferente, piatto

senza un paesaggio che ricordi Betlemme,

senza un rifugio sicuro, per l’Avvento

…un Presepe senza un’emozione…

Manca una scintilla vitale

che dia nuovo vigore a Giuseppe,

risvegli pastori e pastorelle

faccia fumare le narici dell’asinello e il bue

brucare pecore, belare agnelli

chiocciare gallinelle…

mancano dolcezza e gioia persino a Maria…

senza il suo Bimbo in seno

appare solo una legnosa, imbarazzata, statuina.

Ma ecco, arrivi all’improvviso tu, Rossini,

dolce e bellissimo gatto, gatto goloso,

gatto curioso, gatto - di te - tanto generoso.

Ti guardi attorno, coda tesa, camminata boriosa…

annusi nebbia iridescente, capisci all’istante e,

tra il solito, gioioso, stupore cittadino,

t’accovacci vicino alla Madonna

forse per riscaldarla, col tuo focoso pelo,

forse solo per rincuorarla e farle un po’ di compagnia.

Il Presepe, non è più legnoso e piatto,

riprende vita, acquista spessore,

accende nuovo sole, nasce emozioni

rammenta nenie, proverbi, antiche narrazioni.

Maria ora sorride - ne sono certa -

a Giuseppe, ritornato protettivo e grato

e mentre un gatto rosso morbido e premuroso

sdraiato ed appagato, fa le fusa…

si risvegliano pastorelle e pastori,

fumano amore le narici del bue e dell’asinello,

brucano pecore, belano agnelli

chiocciano gallinelle…

ripalpita l’attesa del Natale.

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