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La proposta

“Tenere la droga fuori dalla scuola”

“Realizzazione complicata, meglio la prevenzione”. E chiedono più controlli con i cani

“Tenere la droga fuori dalla scuola”

15/12/2018 - 17:51

Droga a scuola? Inutile girarci attorno, che la droga, soprattutto spinelli, in quale scuola circoli non è certo una novità. ma ora a scompaginare le carte in tavola arriva la proposta dell’assessore regionale Elena Donazzan: sottoporre gli studenti ad un test antidroga. L’assunto dell’assessore è che non esiste alcuna sostanziale differenza fra droga leggera e droga pesante, sono sostanze stupefacenti che fanno male al corpo e alla mente e perciò occorre tenerle lontano dalle scuole. Una proposta forte che ha già suscitato reazioni, e anche le proteste della rete degli studenti medi.

E i presidi che dicono? Alcuni di Loro sono contrari, ma molti non dicono di no a priori anche se con distinguo. L’obiettivo principale infatti resta quello di tenere la droga fuori dalle scuole e lontano dai ragazzi, educare e fare prevenzione.

Piero Bassani, dirigente scolastico dell’istituto Primo levi di Badia Polesine (1.100 studenti per 9 indirizzi fra cui liceo scientifico, linguistico, Ragioneria), dice che “fare un test antidroga è complicato, anche per problemi di privacy e consenso dei genitori. Uno screening serio potrebbe essere una soluzione, ma di difficile attuazione. Negare che i ragazzi facciano uso di droghe è una fesseria, e il rischio che fumo o spinelli arrivino nelle scuole è sempre alto. Nessuno può dire che la propria scuola è pulita al 100%, nei bagni chi ci va a guardare? Certo da noi i controlli hanno sempre dato esito negativo, ma nei bagni d Ma io son per i fatti più che per gli annunci, e magari per iniziative di deterrenza, i cani antidroga in aula vanno bene, ma non una volta l’anno, ma molte di più”.

Elena Papa, preside dell’istituto De Amicis di Rovigo (Ragioneria) e reggente del comprensivo di Occhiobello, preferisce puntare tutto sulla “prevenzione. E quindi sull’educare i giovani alla cultura del rispetto, anche verso se stessi. Un test antidroga mi sembra complicato, mi pare più una provocazione che altro, bisognerebbe capire come fare questi test. Invece vanno bene più controlli, anche con i cani antidroga, per far capire a tutti che nelle scuole la droga non deve entrarci. E sappiamo tutti che la scuola, in generale, non è fuori dal contesto che la circonda, fa parte del suo territorio, anche per gli aspetti negativi”.

Amos Golinelli, dirigente della scuole medie di Badia e Fiesso Umbertiano: “Un test è di difficile attuazione, e credo che si riferirebbe alle superiori e non alle medie. Ma che vadano intraprese iniziative contro la droga nelle scuole è giusto. Anche a Badia ci sono ragazzini i cui amici più grandi fanno uso di stupefacenti, chi può essere sicuro che queste droghe non vengono scambiate anche all’interno delle scuole o nei paraggi. Combattere lo spaccio è sacrosanto, ma occorre farlo con le giuste metodologie”.

Isabella Sgarbi, dirigente dell’Iis Viola Marchesini non è contraria a priori, premette però che “servirebbe l’ok delle famiglie. E poi bisognerebbe capire con quali modalità effettuare questo test, a campione? Su tutti gli studenti? La prima cosa a cui pensare, in ogni caso, è la tutela del giovane. E sono d’accordo con l’assessore sul fatto che tutte le droghe fanno male e che quindi vanno tenute fuori dalla scuola. Perché tutti sanno che soprattutto gli spinelli spesso girano tra gli studenti. Occorre rendersi conto che i ragazzi sono spesso preda di tentazioni e persone che non esitano a considerarli clienti per spacciare loro sostanze pericolose. Però da qui a dire che sono favorevole al test antidroga il passo è lungo. Sarebbe meglio puntare soprattutto sulla prevenzione e magari riuscire ad organizzare dei punti sanità all’interno dei plessi scolastici”.

Il coordinatore della rete studenti medi del Veneto Tommaso Biancuzzi, infatti ha dichiarato che “l’iniziativa di Donazzan è pericolosissima, per vari motivi. Il primo è che anche il solo test antidroga già di per sé si configura come un’azione invasiva e repressiva perpetrata all’interno di un aula scolastica. Il secondo è che Donazzan equipara, sbagliando, marijuana ed eroina. Il terzo è che la scuola è un luogo educativo, culturale, che c’entrano i cani e i test antidroga?”

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