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Dopo il referendum

“Fusioni stop. Questi progetti non funzionano”

Cristiano Corazzari: “Meglio le collaborazioni”. Diego Crivellari: “Vince l’orgoglio dei campanili”.

“Fusioni stop. Questi progetti non funzionano”

Il “no” di Frassinelle non ferma soltanto la fusione con Polesella. Ma rischia di mettere un veto anche ad ogni altra possibile aggregazione tra Comuni, nella nostra provincia, per molti anni. Perché - e, se ci fosse stato bisogno di un’ulteriore conferma dopo il flop di Civitanova, ormai è chiaro - il vento soffia nella direzione contraria alla soppressione dei piccoli Comuni. E i polesani confermano di essere ancora profondamente legati al proprio campanile.

“Se gli elettori rispondessero soltanto a criteri di razionalità, sarebbe innegabile che i vantaggi economici e di bilancio dati dall’aggregazione dei piccoli Comuni farebbero propendere l’ago della bilancia a favore della fusione”, dice Diego Crivellari, ex deputato, da sempre favorevole alle fusioni e che ha seguito con particolare interesse l’operazione che voleva portare alla nascita di Frassinelle Polesella.

“Ma oltre alla parte razionale - continua - c’è dell’altro: ci sono gli aspetti emotivi, c’è l’orgoglio di una comunità, il senso di appartenenza, ci sono le radici e c’è il campanile. E bisogna prendere atto che in Polesine questi aspetti sono prevalenti. Ora credo che sul tema delle fusioni sia necessario uno stop, che porti tutte le parti in causa a riflettere. La situazione locale da noi è diversa rispetto ad altre parti del Veneto: adesso serve una pausa, dato che in questi anni l’esito elettorale, per le fusioni, è negativo”.

Per Cristiano Corazzari, assessore regionale e anche lui spesso in prima fila nel promuovere i processi aggregativi tra i municipi, vanno ripensati prima di tutto “i progetti stessi di fusione che gli amministratori presentano ai cittadini. Perché la fusione deve essere come un abito di sartoria: ritagliata su misura per la realtà a cui è destinata. La fusione non è la soluzione a tutti i mali, ma dipende essenzialmente dalle caratteristiche dei Comuni coinvolti”.

Insomma, il matrimonio tra Frassinelle e Polesella - si legge tra le righe - non era pensato così bene. “Non lo è nel momento in cui si propone di unire due realtà che non sono contigue e omogenee dal punto di vista sociale - specifica Corazzari - è comprensibile che i cittadini siano spaventati da un matrimonio con un Comune di dimensioni molto più grandi. La paura è quella di scomparire”.

Il servizio completo e tutte le reazioni sulla Voce in edicola martedì 18 dicembre.

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