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Qualità della vita

Rovigo freno del Nordest, ed arrivano gli sberleffi

La stampa nazionale si prende gioco del Polesine

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18/12/2018 - 23:11

E ci prendono pure in giro. Ma d’altra parte siamo noi stessi polesani, spesso, ad ironizzare sulla nostra condizione di ultima ruota del carro Nordest. La classifica della qualità della vita, pubblicata l’altro giorno dal Sole 24 ore, ha relegato il Polesine in 58esima posizione, In recupero rispetto ad un anno prima, ma nettamente dietro alle altre province venete e a quasi tutto il resto del nord Italia. E così il giornale Libero coglie l’occasione per fare ironia, “facile” verrebbe da dire. Come sparare sulla Croce Rossa.

Il titolo dell’articolo è già tutto un programma: “Il mistero di Rovigo, la città del Nordest dove non si vive bene”. Certo un tantino esagerato perché in fondo a Rovigo non si vive nemmeno male. Certo, classifiche alla mano, il “mistero” ci sta tutto.
E così si parla di nebbia, nell’immaginario viaggio di chi torna a Rovigo dopo tanti anni, e si ritrova accerchiato dall’umidità, tanto da non rendersi conto di dove si trova, con poca gente in giro, come in un salto indietro nel tempo, fra misteri e ovattate presenze umane.

E poi il Corso, indicato come unica strada rodigina. Insomma una serie di sberleffi fino a ricordare che i rodigini si sentono comunque stressati. E ok, becchiamoci pure questa, tanto, verrebbe da sospirare, siamo abituati. Una piccola rivincita però Rovigo se la prende nel finale. L’autrice dell’articolo, nel suo resoconto nella città delle rose, ricorda che d’estate, in città, ci si accorge che in fondo Rovigo non è un brutto posto, non ha il mare, va bene, ma ci sono le vecchie mura medievali, palazzo Roverella, dove organizzano mostre “belline”. Si parla addirittura di piazza Annonaria come luogo dove si vende il pesce, in realtà non è più mercato ittico da anni. Insomma Rovigo definito un non posto del Nordest, città padana anomala e apparentemente sonnolenta, un posto da cui fuggire... pena la morte. Del resto, chi ha dimenticato il “premio” come capitale della noia?

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commenti 2
  • nessuno

    19 Dicembre 2018 - 10:10

    Condivido pienamente quanto scritto nell'articolo di "Libero": senza alcun dubbio Rovigo è una città dormitorio, morta....se fosse un negozio sarebbe da appendere il cartello "Chiuso per cessata attività" (anche se l'attività non è mai iniziata). Una città la cui unica offerta ricreativa è ..."qauttro passi in piazza o al centro commerciale" o "quattro tazze al bar". Una città senza neanche un cinema.....stendiamo un velo pietoso per cortesia..... Sicuramente la situazione non è solo colpa delle sue amministrazioni presenti, passate (e sicuramente anche future) per la loro mancanza di lungimiranza e di apertura mentale (limitata purtroppo al campo visivo imposto da paraocchi come quelli utilizzati per i cavalli da corsa) ma anche delle persone che la vivono per le quali, in fondo, la risposta è sempre....., "....ma si....dai....in fondo a Rovigo si vive bene" (....da morire dal ridere).

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  • Angelo neroblu

    19 Dicembre 2018 - 12:12

    Intanto credo si debba precisare che si parla di Rovigo e non del Polesine. Non perchè la situazione in provincia sia migliore ma quantomeno c'è un po' di buona volontà, le iniziative non mancano (vedi la dinamicità di Lendinara in questo periodo ma anche di altre municipalità) cosa che è assolutamente assente nel capoluogo. Colpa di dx o sx che hanno governato? diciamo che questa Amministrazione a "trazione" ha peggiorato tutto quello che si poteva peggiorare e ha fornito spazi enormi ai vicini Centri Commerciali che prosperano. Abito in provincia e lavoro a Padova da 30 anni. Non andrei a vivere a Padova. Poco ma sicuro; mi mancherebbe.....la nebbia.

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