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Addio schedina, quanti ricordi

Il governo manda in pensione il Totocalcio e si apre il libro dei ricordi. Le ricevitorie storiche in piazza, le discussioni al bar e quel rito del sabato pomeriggio...

Addio schedina, quanti ricordi

La ricevitoria Aspidistria

19/12/2018 - 21:16

La decisione del governo di chiudere, dopo una lunga e onorata carriera, il gioco del Totocalcio, non può che fare aprire il libro dei ricordi. Ricordi che si perdono spesso nel mondo del bianco e nero, anche se nella cronaca polesana non mancano le notizie di vincite (anche consistenti) pure in tempi recenti, quando oramai la schedina era passata di moda, “uccisa” nel consenso dal Superenalotto ma in generale da tutti gli istant play e dai Gratta e Vinci, ultimi eredi della vecchia Sisal (che poi si è trasformata, diventando la macchina da guerra per il gioco che è oggi) e dei grandi “avversari” del totocalcio, Totip ed Enalotto (non ancora super). 

Insomma, non si potrà giocare più al Totocalcio, e il sogno del “13 che ti cambia la vita” entra definitivamente nel libro dei ricordi.

A Rovigo la ricevitoria principe, e la ricordano in tanti, era quella di Aspidistria, in piazza Garibaldi, dove l’appuntamento del sabato era una sorta di “rito”. Si trovava proprio di fianco alla gastronomia Piva, dove oggi c’è il Bar Garibaldi. Altra ricevitoria frequentatissima era il Bar Sport, sulla strada che porta allo stadio del rugby.

Si giocava al sabato - come ricordano in tanti - ed era un via vai continuo di papà e bambini. Ma erano tante anche le donne che sfidavano la sorte pur ammettendo di non saperne nulla di calcio. Del resto, il Totocalcio era sì un gioco legato alle partite, ma quando in fondo si arrivava alle gare di serie C, Jesina contro Baracca Lugo, Torres contro Imperia, l’unica era buttarsi sulla fortuna. Anche il Rovigo, all’epoca della serie C, è finito qualche volta sulla schedina. E si trasformava in una notizia di cui si parlava nei bar.

Il Totocalcio a Rovigo è legato anche ad un nome, Angelo Orfeo Aspidistria. Partito dal chiosco Serenella, all’altezza di via Marconi, in cui vendeva i gelati più conosciuti della città, calciatore appassionato, iniziò a gestire la ricevitoria, Lotto-Totocalcio di piazza Garibaldi, che fino al 2000 è stata, come detto, il punto di riferimento di tanti giocatori polesani.

Altro luogo in cui i rodigini si ritrovavano per giocare al Totocalcio era la Tabaccheria Mancin, in via Miani. “Si trattava di un vero e proprio rito - ci ha raccontato alcuni anni fa Lucio Mancin - ogni sabato era consuetudine venire a compilare la schedina con tutta la famiglia”.

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