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Economia

In Polesine investimenti miliardari

Confindustria: agevolazioni fiscali per insediamenti. Volano da 2 miliardi di euro e 10mila posti di lavoro

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20/12/2018 - 20:36

Due miliardi di euro di investimenti in cinque anni. Con la creazione di 10mila posti di lavoro. Cifre colossali che potrebbero ricadere su una parte del Polesine, quella lungo l’asta del Po da Polesella a Melara per capirsi. Un intero territorio ricco di 284 ettari di aree industriali da rilanciare e riqualificare. Per attrarre investimenti e imprenditori grazie ad un sistema di detrazioni fiscali, sulle accise per l’energia.

Certo sono numeri che farebbero tremare le vene ai polsi talmente esagerati da sembrare irreali. Ma si tratta del sistema europeo delle Zes, le zone economiche speciali. Ce ne sono 400 in tutta Europa, due nel Veneto, l’area di Marghera, vicino a Venezia, e la porzione del Polesine che comprende 16 Comuni. Si tratta di Canaro, Polesella, Fiesso, Occhiobello, Bagnolo, Stienta, Gaiba, Trecenta, Ficarolo, Ceneselli, Calto, Salara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Melara.

Un sistema capace di realizzare in Polesine, quindi, quello che avviene in molte aree Ue, ad esempio la Polonia, dove tantissime aziende vanno ad insediarsi proprio per sfruttare le agevolazioni fiscali. Ma attenzione perché tutto questo prevede scadenze rigide. L’Europa ha deciso che quei territori individuati come possibili Zes devono effettivamente diventarlo, attraverso una legge nazionale e un decreto della Regione, entro il 2020. Altrimenti questa possibilità verrà cancellata. Ed è proprio per questo che Confindustria Venezia-Rovigo sta spingendo per cogliere i frutti di queste due Zes. Il prossimo 20 gennaio dovrebbe essere lanciato il piano strategico per queste due Zes.

Il presidente di Confindustria Venezia-Rovigo, Vincenzo Marinese ha le idee chiare in proposito: “Occorre cogliere questa opportunità perché sarebbe in grado di generare investimenti per due miliardi di euro in 5 anni. Stiamo cercando di farci trovare pronti. Serve una legge nazionale che istituisca queste aree Zes e un decreto della Regione. Il Veneto è pronto a fare la sua parte. Per la legge nazionale, invece, la possibilità che la cosa venga recepita in questa Finanziaria pare sfumata. Ora si cercherà il percorso del disegno di legge, che è già presentato”.
Marinese puntualizza che le aree Zes per il Polesine son proprio “tanta roba. Abbiamo censito 284 ettari di aree riqualificabili, perché la normativa prevede che non si consumi suolo ma che si recuperi l’esistente. E quindi capannoni e siti dismessi, aree industriali non completate o mai decollate. In pochi anni si potrebbero attivare 2 miliardi di euro di investimenti privati”.

Ma come funziona un’area Zes? “L’investimento deve avvenire in tempi brevi perché le agevolazioni durano sette anni, poi prorogabili. E poi devono creare occupazione, si tratta di aziende manifatturiere. Per loro insediarsi in queste zone significa risparmiare sui costi dell’energia, avere detrazioni fiscali, nel credito d’imposta. Agevolazioni proporzionate all’ammontare dell’investimento, calcoli che vengono stabiliti con appositi moltiplicatori. Più l’investimento è grande, in pratica, più l’azienda può detrarre”. Le zone Zes in Italia sono, anzi potrebbero essere, diverse, comprendendo anche aree di Genova, di Livorno e altre.

Opportunità - commenta Marinese - mai sfruttate prima, e questa è una mancanza dei nostri territori. Ma ora occorre stringere i tempi. Tanto per fare un esempio: grazie alle 14 aree Zes, in tutto 18mila ettari, la Polonia in 5 anni ha raddoppiato il Pil. Ed è quasi paradossale che l’Italia sia il sesto Paese per aziende che insediate in queste zone della Polonia. Se ci fossero gli stessi vantaggi qua in Veneto, perché non si dovrebbero insediare qua da noi?”
Dire detrazioni e agevolazioni fiscali significa che “nel territorio si verrebbero a creare sviluppo, investimenti e occupazione. Cose che in poco tempo, poi, si traducono in aumento della ricchezza del territorio e quindi nuovi consumi, nuova economia che poi genera imposte per lo Stato. A conti fatti lo Stato quel che ha perso in detrazioni fiscali recupera sotto gettito fiscale. Facendo, al contempo, crescere l’intera economia di un territorio”.
In Polesine le opportunità sono molte come “la possibile realizzazione di un distretto della green economy o della cyber security. Sia nell’area di Marghera che in quella polesana ci son le condizioni per tutto questo, ci sono infrastrutture, viabilità, porti, linea veloce ferroviaria, copertura tecnologica, università, aeroporti. Dobbiamo smettere di pensare da provinciali”.

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