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Il vescovo escluso da scuola

“Prof barricaderi e maleducati”

“Lasciar fuori l’autorità della Chiesa è scortesia istituzionale. Riporteremo serenità e rispetto”

“Prof barricaderi e maleducati”

20/12/2018 - 18:13

“Barricaderi”, “ideologicizzati” e “maleducati”. Non ci va leggera l’assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan nel replicare ai trenta docenti del liceo scientifico di Rovigo che avevano dato ragione al preside Cusin nel negare al vescovo del delta la visita pastorale alla scuola di Porto Tolle.

E così lo scontro fra Regione e parte della scuola polesana si riaccende.

La presa di posizione degli insegnanti del Paleocapa torna ad alimentare una polemica che si stava attenuando, è la stessa Donazzan, infatti, a dire che “il clima natalizio e la lettera che mi ha scritto il vescovo Tessarollo mi stavano spingendo a soprassedere. Ora però con questa presa di posizione degli insegnanti credo sia giusto riportare serenità e rispetto per le istituzioni anche nel mondo scolastico rodigino”. Torna in pista, quindi, la possibile ispezione che l’assessore regionale aveva annunciato alcuni giorni fa dopo l’esclusione del vescovo dalla scuola di Porto Tolle.

Elena Donazzan risponde punto su punto alla lettera dei professori del liceo, che avevo etichettato i suoi annunci e quelli del senatore De Poli come “atti per ridurre al silenzio e rieducare”. L’assessore invece puntualizza che “i docenti hanno un posizione molti di parte cercando si argomentare con principi che poco hanno a che fare con la scuola. Io non ho alcuna velleità di rieducare gli adulti, ma di riportali alla serenità visto che il loro giudizio appare ideologico”.

E ancora: “Libera Chiesa in libero stato significa rispettare le autorità istituzionali di ciascuno; la presenza del vescovo è la massima autorità della Chiesa. E sarebbe buona educazione civica, e non confessionale, non solo accoglierlo ma anche tributare il massimo rispetto”. L’assessore della giunta Zaia si chiede “che messaggio educativo di rispetto alle istituzioni si da ai giovani studenti con questo atteggiamento barricadero, immaginando chissà quale invasione della Chiesa o della ‘rieducatrice’ Regione”.

Donazzan poi si richiama alla logica: “E’ Natale, la comunità fa festa, le scuole sono chiuse proprio perché è Natale, una festa della cristianità. Ecco allora che la scuola non può essere estranea al vivere civile. Dove ci può portare il relativismo sostenuto da questi trenta docenti? Che ruolo educativo si può sostenere se si vogliono negare le radici culturali e civili?”

Nella loro lettera i prof del Paleocapa avevano anche sottolineato che un vescovo può entrare in scuola solo se autorizzato: “Sono cavilli - rimarca Donazzan - scrivere quelle cose non c’entrava niente. Perché il vescovo aveva chiesto di entrare scuola di Porto Tolle, il problema è che l’autorizzazione è stata negata proprio per i motivi che questi 30 professori appoggiano”.

E la reazione nei confronti di Donazzan e De Poli? “E’ l’effetto di chi si sente attaccato. Ma non sono i docenti a poter decidere chi è una istituzione e chi no. Servirà proprio riportare serenità di giudizio e cortesia istituzionale nella scuola del Polesine. Nei prossimi giorni contatterò il nuovo dirigente scolastico regionale”.

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