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Pranzo di Natale

L’ingrediente segreto è la passione

Lo chef dello Zafferano svela il suo menù per le festività. Ecco le portate: dal bignè fritto di baccalà al panettone di casa. Il bis di primi a base di riso e tortellini.

Fedele al suo nome di spezia pregiata e raffinata, simboleggiata dal trasformare in color dorato i piatti con i quali viene a contatto, il ristorante Zafferano di Porto Viro ha messo a punto un menù di Natale per stupire i propri clienti con un tocco di raffinata ricercatezza e regale sinfonia.

L’ideazione del pranzo di Natale è stata affidata allo chef Adriano Bersani che martedì prossimo coordinerà la propria squadra in cucina con la massima attenzione perché la festa del Natale dovrà trovare la massima esaltazione a tavola.

Ed ecco come sarà la scaletta delle portate: gli ospiti saranno accolti con un Franciacorta Mimosa con il quale potranno accompagnare una serie assaggi che vanno dagli involtini di salmone con cheese-cake al mandarino, quindi bignè fritto di baccalà, crostini con acciuga del Cantabrico.

A tavola arriva una prima sventagliata di sapori con cappe sante, cavolfiore, patanegra, quindi passata di patate, zafferano, aragosta e olio al basilico; il giro degli antipasti si completa con spuma di lenticchie, cotechino e mazzancolla.

Si passa a un bis di primi, traduzione enogastronomica di una sinfonia di Mozart: mantecato di riso, rapa rossa, stracchino e scampi, a seguire tortellini di scorfano, doppia panna, angostura e granceola. Tra il primo e secondo atto dell’opera, è doverosa una pausa che non deve essere né troppo breve né troppo lunga, giusto il tempo per un sorbetto ai frutti di bosco rossi e gin.

Inizia il secondo, non si abbassano le luci, si spegne invece il chiacchiericcio quando in tavola arriva lingua e polpo con puré di topinambur salsa verde e mostarda, quindi una perla di ricotta pera noci e biscotto alla cannella. Il pranzo sarà impreziosito dal pane fragrante targato Zafferano nei tre gusti al salmone, alla porchetta e alle erbette che saranno gustosi compagni di viaggio dei piatti natalizi. Vini e spumanti, invece, arrivano dalle terre di Franciacorta: al Mimosa introduttivo seguiranno Quadra e Lugana.

E non c’è Natale senza il panettone e sarà il panettone “Dello Zafferano” seguito passo passo nelle lunghe e delicate fasi di preparazione dallo stesso Adriano che lo considera il suo pargoletto preferito, giusto in tema con le festività.

“Preparare il menù di Natale non è difficile, è semplicemente la ricerca della perfezione - osserva filosoficamente lo chef - in questa occasione non è l’ospite che ordina qualcosa, ma il ristorante che gli va incontro, pertanto la personalità dello chef deve abbracciare quello dell’ospite. Ecco allora che ogni piatto, direi di più, ogni ingrediente - sottolinea Adriano - diventano come gli addobbi dell’albero di Natale: devono essere scelti con cura per creare armonia nell’insieme, solo così l’albero saprà stupire chi lo ammira, solo così il menù saprà stupire chi si siede a tavola”.

“Ma la vera stella cometa che saprà incantare tutti - aggiunge con in pizzico di legittimo orgoglio - sono i prodotti fatti in casa nostra per garantire salubrità e genuinità amalgamati con l’ingrediente più prezioso: la passione”.

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