you reporter

Un giorno con

Fabbrica addio, apro un bar

Luca ha saputo reinventarsi: “Niente slot machine nel mio locale: la mia attività si basa sulle relazioni umane”.

Fabbrica addio, apro un bar

22/12/2018 - 18:11

di Giacomo Gasparetto

Se dovessi associare una parola a Luca, lo definirei “gentile”. Non una gentilezza di cortesia, ma un vero e proprio modo di vivere che parte dalla relazione con se stesso e arriva all’incontro con l’altro. Essere e considerarsi “persona” prima ancora di essere “barista”; essere “uomo” prima ancora di essere “padre”. Una consapevolezza che nel suo percorso di vita gli ha permesso di reinventarsi mantenendo sempre fede a valori importanti quali la gentilezza. Salutare cordialmente il cliente, mostrare attenzione nei confronti degli altri amici, sono gesti senza valore se non c’è una vera bontà d’animo.

La sveglia suona alle 6.15, mi alzo e sistemo la casa. Prima di accompagnare mia figlia in stazione mi preparo un bel caffè e la giornata inizia. Non mi spaventano le ore di lavoro, sono da sempre stato abituato a ritmi sostenuti, la sveglia fa parte del mio orologio biologico. Apro il bar la mattina presto e iniziano ad arrivare i primi clienti.

Sono quattro anni che gestisco il locale e nel tempo ho imparato a conoscere le abitudini delle persone che vengono. Non sono solo clienti. Nel momento in cui c’è un dialogo, una relazione che va oltre la cortesia, si instaura un legame. C’è a chi piace parlare, chi beve e scappa via, altri si fermano a leggere il giornale.

Provengo dall’ambiente della fabbrica, dove ho lavorato diversi anni. Un giorno la vita mi ha obbligato alla scelta di reinventarmi, di cercare una diversa occupazione. Avevo il progetto di aprire un bar da tempo, così, con l’aiuto e il supporto di mia moglie e delle mie due figlie siamo riusciti a rendere concreto il progetto. I miei problemi non entrano nel bar, mentre i problemi del bar entrano nella mia famiglia.

Insieme e uniti cerchiamo sempre di trovare una soluzione alle incombenze e ai problemi che possono succedere. Se dovessi tornare indietro, aprirei subito un bar, investirei le mie energie nelle relazioni con le persone. C’è bisogno di ritrovare quel senso di umiltà. Tutte le professioni della vita ti fanno crescere oltre che acquisire competenze.

Una scelta importante che ho voluto fare è stata quella di non installare nessuna slot machine all’interno del bar: la mia attività si basa sulla relazione, avere delle persone che si siedono per ore a premere pulsanti andrebbe contro questo principio. Una scelta che difendo nel tempo.

La storia completa sulla Voce in edicola domenica 23 dicembre.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl