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Legge di bilancio

Pensioni, il taglio di Natale è servito

Fabio Osti (Uil): “Questo governo ha abbandonato il confronto sulla rivalutazione. Via alle proteste”

Pensioni, il taglio di Natale è servito

23/12/2018 - 18:22

Il taglio di Natale è servito. Ma non quello di panettoni, bondole o altro ben di Dio che si cucina per le feste. Perché, questa volta, ad essere cucinati per le feste sono i pensionati. Anche quelli polesani. Perché il taglio assestato al frutto del loro lavoro di una vita è quello messo a punto dal governo legastellato, la maggioranza Lega-5 Stelle che l’altra notte ha approvato la manovra di bilancio che ora attende solo il via libera (scontato) della Camera. Il governo che si era autoproclamato “ del popolo”, ma che invece sta riuscendo a scontentare proprio gran parte del popolo italiano. Almeno stando alle dichiarazioni che piovono da più parti, comprese quelle dei sindacati che già il 28 dicembre organizzeranno una serie di manifestazioni, nei capoluoghi di Regione, per protestare contro il taglio delle pensioni.

A rimetterci, infatti, saranno la maggior parte dei pensionati, soprattutto quelli della cosiddetta classe media, che da sempre sono la spina dorsale del Paese. Ed anche in provincia di Rovigo la sforbiciata riguarderà molti di loro. Il taglio deciso dal governo, infatti colpisce la rivalutazione delle pensioni sopra i 1.500 euro lordi al mese. Per Fabio Osti della Uil pensionati di Rovigo e Padova “il taglio è addirittura doppio. Prima perché vengono decurtate le pensioni oltre i 1.500 euro. E’ stato calcolato che le pensioni medie che ricevono 2.000, 2.200 euro lorde al mese, ci rimetteranno 170 euro all’anno. Soldi che variano in base all’importo della pensione, più cresce, più aumenta il taglio. Ci rimetteranno proprio le pensioni medie. Mentre sotto i 250 euro la copertura della rivalutazione legata all’inflazione è stata assicurata”.

Ma non è tutto, Osti continua: “Inoltre non è stato preso in considerazione il documento predisposto dal governo precedente che aveva stabilito un percorso di discussione proprio per ridefinire l’indicizzazione delle pensioni. Era stata garantito l’impegno di riprendere la discussione che prevedeva il riconoscimento totale, dal 2019, dell’inflazione programmata per tutte le pensioni. Invece questo governo non ha nemmeno preso in considerazione questo tavolo. Ed ora credo che sarà molto difficile riprendere il rapporto. Perché questo governo rifiuta in toto il rapporto col sindacato, molto più che i governi precedenti. Il sindacato ha già messo in piedi forme di proteste civili”.

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