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Adria

Storico passaggio ad Acquevenete

Questa sera si riunisce il consiglio comunale: finisce l’epoca Acque Potabili. L’ex vicesindaco Simoni: “Maggiori servizi e risparmi per circa il 30%, meno rischi di bollette pazze”.

Storico passaggio ad Acquevenete

26/12/2018 - 20:42

Si riunisce questa alle 20.30 il consiglio comunale di Adria, il cui argomento più importante è il passaggio del servizio idrico da Acque potabili ad Acquevenete.

Sulla questione interviene l’ex vicesindaco Federico Simoni, che per anni ha seguito la vicenda fino alla sua positiva conclusione che avverrà nei prossimi giorni con l’atto notarile.

“Con grande soddisfazione - afferma Simoni - comunico che è di qualche giorno fa l’approvazione, nel cda di Acquevenete, dell’acquisizione del ramo d’azienda di Acque potabili, rete di Adria, che dal 1990 è gestore delle reti idriche della nostra città e delle frazioni. Già dal 2006 una serie di problematiche furono portate all’attenzione dell’allora sindaco Lodo, evidenziando disparità di trattamento tra Adria e gli altri comuni della provincia, con maggiori costi in bolletta, maggiori rotture e perdite, oltre a difficoltà di soluzioni in tutti quei numerosi casi di ‘bollette pazze’ che iniziarono ad aumentare e a gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini, anche con bollette di decine di migliaia di euro. Dal 2009, con la prima amministrazione Barbujani - prosegue l’ex vicesindaco - iniziammo un dialogo con Acque potabili che portò a trovare un accordo sulla fatturazione di tali ‘bollette pazze’ al solo costo di acquisto dell’acqua, addirittura scorporando il canone fognatura e ottenendo anche rateizzazioni di pagamento. A partire dal 2011, iniziai un dialogo costante con i vertici di Acque potabili, con il prezioso supporto dei vertici di Polesine acque con il presidente Ferlin e gli ingegneri Segala e Guratti, quindi di Ato Polesine con i presidenti Pigaiani e Raito, oltre al prezioso supporto dell’ingegner Milan, che personalmente ringrazio, che portò all’attenzione di tutti i sindaci polesani della problematica ma anche della possibilità, da parte di Polesine acque, di acquisire il ramo d’azienda di Acque potabili anticipatamente rispetto alla naturale scadenza del settembre 2020. Ciò avrebbe comportato un esborso di molti milioni di euro in meno rispetto al valore finale di riscatto della rete prevista nel 2020, poiché i vertici di Acque potabili erano intenzionati, per propria scelta aziendale, a chiudere la questione trovando un punto d’accordo che non fosse penalizzante per nessuno, soprattutto per i comuni polesani. Oggi mi sento di ringraziare i sindaci se posso annunciare la positiva conclusione della trattativa. Soprattutto, devo ringraziare l’allora presidente di Polesine acque Ferlin e l’attuale presidente di Acquevenete Piergiorgio Cortelazzo, che hanno sempre ben compreso l’importanza di questa operazione, stante anche il minor costo a carico dei cittadini, quindi operazione si fa oggi con largo anticipo rispetto alla naturale scadenza contrattuale. Tutto questo - sottolinea Simoni - porterà maggiori servizi, aumenterà gli interventi nella rete, anche di tratti nuovi, avvicinerà i cittadini al servizio clienti, diminuirà i casi di rotture e di elevate fatturazioni ma, soprattutto, porterà a uniformarsi alle tariffe del resto della provincia di circa 30% inferiori alle attuali”.

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