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Scontro per il listone provinciale

Fioccano i primi nomi per le candidature: Raito e altri due per il centrosinistra, Pizzoli per la Lega

Scontro per il listone provinciale

27/12/2018 - 19:10

Lista unica per Palazzo Celio? Non è detto che ci si riesca, ma la politica e i partiti sono in movimento per portare alle elezioni del 3 febbraio un solo raggruppamento di amministratori che possa essere trasversale ai partiti politici.

Al momento, mancando più di un mese alle elezioni per il rinnovo del consigli provinciale, non c’è ancora niente di certo. Ma indiscrezioni, voci e boatos si susseguono. Fra chi propende e lavora per una lista unitaria c’è anche lo stesso presidente della Provincia Ivan Dall’Ara, che in stretto rapporto con il centrodestra e con una parte del Pd sta mettendo a punto le mosse. Ad avere in mente un disegno differente, però, è il segretario del Pd Giuseppe Traniello Gradassi che invece punta alla formazione di una lista in casa centrosinistra e movimenti civici. Questo per rimarcare le differenze fra i due schieramenti, ed evitare che si possa pensare che centrodestra e centrosinistra, in fondo, possono essere la stessa cosa. Probabile che Traniello non voglia un listone unico anche per il timore che il Pd, in crisi di identità a livello nazionale, possa vedere annacquata la propria presenza e visibilità sullo scacchiere provinciale. Il suo obiettivo, e non solo il suo, sarebbe quindi di duplicare quanto si è visto in occasione dell’elezione per il presidente della Provincia dello scorso ottobre, quando a scontrarsi in un duello classico furono centrodestra, a sostegno dello stesso Dall’ara, e centrosinistra, in appoggio a Francesco Siviero.

Lo schema sul quale punta il numero uno di palazzo Celio ha già un perimetro definito in una serie di incontri e accordi con partiti e sindaci. E mentre Traniello è di un altro parere, molti sindaci Pd lo condividono. Fra questi anche Leonardo Raito, primo cittadino di Polesella, e vicesegretario dem provinciale. Il listone unico, nel caso passasse, comporta l’assegnazione di numeri e caselle in base alla proporzione di rappresentanza politica in provincia. E quindi sei candidature per il consiglio provinciale a sindaci o amministratori in quota centrodestra, tre al Pd e centrosinistra e uno ad esponenti civici, Adria nella fattispecie. Fra i sei del centrodestra ci sarebbe un accordo di massima per riservare tre posti ad esponenti della Lega, o di area vicina al Carroccio. Uno di questi sarebbe Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle. In quota Pd, poi, un posto in lista sarebbe riservato a Raito, e sempre per la Lega la riconferma a Michele Aretusini, attuale vicepresidente della Provincia.

Il Pd, quindi, si ritrova diviso anche su questo fronte, con un’anima proiettata verso una corsa autonoma, anche se molto probabilmente minoritaria. Un’altra anima pronta ad un rapporto organico col centrodestra, nella consapevolezza che per un ente da tempo bistrattato come la Provincia “quelle sono le cose da fare”. Saranno i prossimi giorni a dire quale direzione prenderà il consiglio di via Celio.

Ragionamenti che si innestano sulle mosse che i partiti hanno cominciato ad attivare in vista delle elezioni comunali del prossimo maggio, quando 38 Comuni polesani andranno al voto. Per non dire dei movimenti di lungo periodo, come quelli in vista delle elezioni comunali di Rovigo e di quelle regionali del 2020. In questo senso alcuni nomi girano già, come quello di Andrea Bimbatti per la corsa a sindaco, mentre Massimo Bergamin, attuale primo cittadino del capoluogo polesano, anziché su un doppio mandato punterebbe ad un posto al consiglio regionale.

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