VOCE
Il personaggio
28.12.2018 - 20:16
Se il 2018 è stato l’anno dei record per la ginnastica ritmica italiana il merito va anche alla campionessa polesana Alessia Maurelli. Nata a Rivoli nel 1996, ma residente a Santa Maria Maddalena da quando aveva sei anni, Alessia è la capitana della squadra azzurra, che quest’anno ha conquistato il titolo di vicecampione sia ai mondiali che agli europei, ottenendo così l’accesso alle Olimpiadi del 2020, che si svolgeranno a Tokyo.
Allora Alessia, come giudichi il tuo 2018?
“E’ stato un 2018 davvero molto positivo. Abbiamo vinto 25 medaglie sulle 27 in palio, un traguardo che nessuna altra nazione è riuscita a raggiungere quest’anno. I successi più importanti sono arrivati al campionato del mondo e a quello europeo. Nel primo, andato in scena a Sofia, in Bulgaria, abbiamo ottenuto la medaglia d’argento nel concorso generale, l’oro nell’esercizio con la palla e il bronzo nei cerchi, mentre ai campionati europei di Guadalajara, in Spagna, abbiamo conquistato il titolo di vicecampionesse e portato a casa una medaglia d’oro nella specialità cerchi e l’argento nella palla. Grazie al risultato dei mondiali ci siamo già qualificate per le Olimpiadi di Tokyo del 2020 con due anni d’anticipo”.
Per te sarà la seconda partecipazione alle Olimpiadi dopo quella di Rio. Che ricordi ti porti dietro di quell’esperienza?
“In un primo momento un ricordo molto brutto: la medaglia mancata e il quarto posto mi avevano lasciato l’amaro in bocca. Però guardando le cose più da lontano posso dire che è stata proprio quella delusione a darmi la spinta in più per costruire una squadra davvero molto forte e per arrivare fino alla qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo. Ora spero di raggiungere l’unica medaglia che ancora mi manca”.
Le Olimpiadi andranno in scena nel 2020; per il 2019 invece quali sono gli appuntamenti più importanti che ti aspettano?
“Sicuramente i campionati europei a Minsk, in Bielorussia, e poi i mondiali a squadre di Baku. Ormai abbiamo le qualificazioni alle Olimpiadi in tasca, quindi da questo punto di vista siamo tranquille, ma vogliamo comunque mantenere i nostri titoli quindi cercheremo di difendere le medaglie conquistate a Sofia”.
Com’è la giornata tipo di un’atleta olimpica?
“Ci alleniamo nove ore al giorno: cinque alla mattina e tre o quattro al pomeriggio, sei giorni su sette. La domenica invece ci riposiamo: visto che siamo in ritiro permanente a Desio, in provincia di Monza, spesso andiamo a Milano a fare shopping, oppure vengono a trovarci i nostri genitori”.
Hai altre passioni o altri interessi oltre alla ginnastica ritmica?
“Non ho hobby o passioni particolari, lo sport mi occupa l’85% della giornata e non mi resta molto tempo per il resto. Però come molte altre ragazze della mia età mi piacciono i social network: sono testimonial della Freddy, lo sponsor tecnico della federazione italiana di ginnastica, e quando posso mi occupo della mia immagine sui social, in particolare su Instagram”.
Che rapporti hai con le tue compagne di squadra? Vi frequentate anche fuori dagli allenamenti?
“Certo, siamo come sorelle: dieci ragazze che vivono assieme in un hotel tutto l’anno. Io sono il capitano e la più anziana del gruppo, quindi le altre trovano in me un appoggio. Ogni mattina in allenamento cerco di essere una figura positiva per loro”.
Quando hai iniziato a praticare questo sport?
“Mi sono avvicinata alla ginnastica quando avevo nove anni, un po’ per caso: mi avevano portata a vedere un’esibizione e lì mi sono innamorata di questa disciplina. Così ho cominciato ad allenarmi in una palestra di Ferrara, fino a quando a 17 anni sono stata convocata in nazionale. A 18 anni poi sono entrata a far parte dell’aeronautica militare, e ora ricopro il ruolo di primo aviere”.
Non senti mai nostalgia del Polesine?
“Sì, quando torno a casa a Santa Maria Maddalena provo sempre a incontrare più persone e vedere più posti possibile in modo da fare il pieno per tutto l’anno. Ora che sono qui per le vacanze di Natale, per esempio, sto cercando di incontrare tutti i miei amici e i miei affetti, magari faccio colazione con un’amica, pranzo con un’altra e poi vado a cena con un’altra ancora: sfrutto ogni momento per vedere le persone che conosco”.
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