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PINCARA

Il Polesine piange il cavalier Prando

Carlo Maria Prando, noto etnografo, se ne va a 84 anni. Collaborava con il museo “Il Manegium”. Traniello Gradassi: “Perdiamo un patrimonio”

Il Polesine piange il cavalier Prando

Carlo Maria Prando

01/01/2019 - 21:08

Un capodanno sicuramente da dimenticare per il mondo della cultura in Polesine. A distanza di poche ore dalla scomparsa del maestro Carlo Barbierato, è venuta a mancare un’altra figura importantissima del panorama culturale polesano: si è spento all’età di 84 Il cavalier Carlo Maria Prando. A descriverne la figura è l’amico Giuseppe Traniello Gradassi.

“E’ un patrimonio di tradizioni orali, oltre che scritte, che il polesine viene a perdere – racconta Traniello Gradassi – Una persone molto conosciuta e molto amata, sempre disponibile a collaborazioni con chiunque gli chiedesse informazioni relativamente alla storia del paese e dell’intero polesine. Una ricchezza a dir poco insostituibile – continua – esperto di cose antiche, uno storico, un ricercatore e un artista poliedrico che si è espresso con ottimi risultati in diverse forme d’arte. Il quadro che fa da sfondo alla sala consiliare di Pincara, che ritrae molti personaggi del paese quando nel 1400 il paese ricevette il possedimento di Pincara da Alfonso d’Este. Era molto legato anche all’Arma dei Carabinieri, tanto che molte delle stazioni del territorio possiedono dipinti e cannoni lignei prodotti da lui con i quali omaggiava i militari in servizio e in congedo. Il polesine – conclude – perde sicuramente una figura importante di memoria storica e delle tradizioni locali, che difficilemente potrà essere sostituita”.

Figura di riferimento tra Pincara, Fiesso e Fratta Polesine, dove era un collaboratore importante del Museo de “Il Manegium", era conosciuto per la sua importante ricerca etnografica, che lo ha portato, nel tempo, a creare una raccolta notevole di materiale legato alla civiltà contadina. Autore del monumento alle vittime dell'alluvione del 1951 in piazza Aldo Moro a Fiesso, assieme a Giuseppe Tramarin, riordinò gli archivi comunali e parrocchiali di Fiesso e Pincara, paese, quest'ultimo, di cui compose una cartellonistica turistica dei principali siti del territorio davvero notevole, oltre ad una ricca monografia, risalente al 2005.

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