you reporter

Il caso

Sfrattato da una casa a pezzi: “Nessuno affitta agli stranieri”

Padre di famiglia smette di pagare l’affitto per protesta con il padrone che non sistema l’immobile. “Fili elettrici fuori dai muri e infiltrazioni. Di notte le mie figlie piangono per il freddo”.

Sfrattato da una casa a pezzi: “Nessuno affitta agli stranieri”

02/01/2019 - 17:17

La casa dove abita è un disastro: “Ci sono i fili della corrente che escono dai muri, e l’acqua e l’umidità che si infiltra dalle finestre. Le mie figlie la notte piangono per il freddo”. Tuttavia, di andarsene, non ne vuole sapere. Nonostante uno sfratto esecutivo fissato per il 14 gennaio prossimo. “E dove dovrei andare? Non ho un’altra casa, e nessuno in questo momento mi sta aiutando”.

E’ il dramma che sta vivendo un uomo, di origine marocchina ma ormai cittadino italiano. Perché qui vive da 25 anni, e lavora come operaio in una ditta di Monselice. “Ho sempre pagato tutti i contributi, una vita di lavoro”, sottolinea sventolando gli statini dell’Inps che attestano l’autenticità di quanto sta dicendo.

Nella casa di via Silvio Pellico, nel cuore della Commenda, ci vive da 15 anni. Il proprietario è un privato cittadino, rodigino. Ma quella casa - secondo l’uomo - non è vivibile. “Ci vanno fatti dei lavori, e urgentemente. Non si può stare in quelle condizioni”, dice. Per questo, da qualche tempo ha smesso di pagare l’affitto - dopo 15 anni di rate regolari. Una forma di protesta. Che non ha sortito, però, gli effetti desiderati. A novembre è arrivato lo sfratto; a metà dicembre è arrivata la forza pubblica per renderlo esecutivo. Poi l’accordo, per salvare se non altro il Natale: 30 giorni per lasciare l’appartamento. Che scadranno, appunto, venerdì prossimo.

“Ma io non vado da nessuna parte. Non so dove andare. Ho due figlie piccole, una in età scolare e una ancora più piccola”, sottolinea l’uomo, che ha anche un figlio maggiore che vive già per conto proprio.

Il primo sopralluogo dell’Ulss nella casa, per valutarne le condizioni igienico-sanitarie, è del 2016. Il verbale, inviato allora anche al sindaco, evidenziava già delle carenze. Che - secondo quanto riferisce l’uomo - si sono aggravate con il passare del tempo. Al punto che ormai la casa è una ghiacciaia. “Colpa delle infiltrazioni di acqua e di umidità. I muri ormai sono tutti neri, ricoperti dalla muffa. Le mie figlie la notte piangono per il freddo”, sottolinea nuovamente. Ma una soluzione alternativa non c’è. “Ho chiesto all’assistente sociale del Comune, mi ha detto che non possono fare niente. Al limite, contribuire con il 50% delle spese se mi trovo una nuova sistemazione. Ma in città non riesco a trovare nulla: le agenzie immobiliari mi dicono che i proprietari non vogliono inquilini stranieri, e io non mi posso allontanare da qui per non perdere il lavoro”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl