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La polemica

Sgarbi: “Cibotto, i libri potevi darli a me...”

Volumi al macero, il critico contro il presidente dell'Accademia: “Ci penserà un giudice a dimetterlo”. E attacca: “Parole inquietanti. Se Toni sapesse...”.

“Albero di Natale? Va fatto sempre”

02/01/2019 - 19:04

“Una lettera inquietante”. Vittorio Sgarbi replica netto alle parole del presidente dei Concordi Giovanni Boniolo, che appellandosi alla burocrazia difende la scelta di avviare al macero il 10% del lascito Cibotto e annuncia di non volersi dimettere per non dare soddisfazione a chi l’ha criticato.

  “Non c’è bisogno che si dimetta - la replica di Sgarbi - lo dimetterà presto un giudice. Verrò a Rovigo a giorni per denunciarlo. Con il suo comportamento ha provocato un danno erariale, e un danno alla città. Inaccettabile”.

 “Fa tenerezza - continua il critico ferrarese - il mio curriculum evito persino di citarlo. Ho lavorato anche a Rovigo, ho curato volumi e le mostre del Roverella. Sono professore ordinario all’università per chiara fama. Non credo serva dire altro. Il suo schieramento di titoli mi sembra soltanto uno scudo, ma io non ho nulla contro di lui, se non per quello che ha fatto, di male, da presidente dei Concordi. Gettare dei libri significa creare degrado morale, perché si prendono libri se ne fa spazzatura. Non ho mai conosciuto nessuno che abbia agito così, se non qualche erede impazzito”.

 Quindi svela un retroscena. “Ero amico di Giannantonio Cibotto, nel 2007 veniva ancora a Ro Ferarrese a trovarmi, ed era lucido. Mi aveva parlato di questa donazione. Ma mai della possibilità che i suoi libri venissero distrutti.  Escludo fosse la sua volontà: in caso contrario, di certo, avrebbe preferito regalarli a me”, attacca Sgarbi.

 Per Sgarbi quei libri, scartati dal fondo, “andavano venduti o regalati. Di certo le biblioteche comunali del Polesine li avrebbero accolti con piacere”. Per il critico non c’è nessun diritto a cestinare: “Il diritto è quello di selezionare quello che interessa, ma non di cestinare quello che non viene accolto. Al massimo, lo dovevano restituire”, tuona.

 E chiude: “Io non ho nessun problema con Rovigo, anzi la amo - chiude Sgarbi - ho dei problemi soltanto con il presidente dei Concordi Giovanni Boniolo”.

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