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Reddito di cittadinanza

Già iniziato l’assalto agli uffici Inps

Decine di persone si sono già rivolte alla sede rodigina per chiedere l’assegno per chi non lavora

Già iniziato l’assalto agli uffici Inps

04/01/2019 - 20:23

L’assalto alla diligenza è già cominciato. E non è ancora stato chiarito quanti denari ci sono, e ci saranno, all’interno dei forzieri del Reddito di cittadinanza.

Eppure anche se i decreti per eliminare il caos che vige attorno al provvedimento contenuto nella legge di bilancio non sono ancora stati emanati, negli uffici Inps di tutta Italia la sequenza di chi chiede informazioni e di chi punta ad ottenere l’assegno per chi non lavora, è senza sosta.

Ed anche a Rovigo gli uffici provinciali dell’Inps sono letteralmente invasi da richieste sul come fare ad ottenere questo beneficio ancora avvolto nel dubbio e nell’indeterminatezza. Tantissima le persone che in questi pochi giorni trascorsi dall’approvazione della legge in parlamento si sono riversate nella sede rodigina. Tutti a chiedere come poter accedere al beneficio, come presentare la domanda, come calcolare il reddito familiare. Ma tutti rinviati perché risposte ancora non ce ne sono.

Il governo legastellato infatti, per ora ha prodotto solo un grande caos, dove nessuno sa come muoversi, e che risposte dare. Per non dire del fatto che i dubbi sulla reale possibilità di una corretta applicazione della normativa sono in costante aumento.

I dubbi sul reddito di cittadinanza sono tantissimi. A partire dal perimetro dell’applicabilità, chi ne avrà diritto? Secondo la bozza presentata nelle scorse settimane dal Movimento 5 Stelle ne avrebbero diritto anche gli stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni, per la lega invece quella norma va cambiata, portando gli anni di residenza a 10 anni.

Critiche da Anna Maria Bernini, capogruppo in Senato di Forza Italia: "Come è noto, Forza Italia si è battuta e si batterà contro il reddito di cittadinanza, una misura contro il lavoro, recessiva perché non creerà crescita e diseducativa perché darà una mancia indignitosa a chi invece di lavorare preferisce vivere di assistenzialismo. Dopo la clamorosa marcia indietro del governo, costretto dall’Ue a rivedere al ribasso il maggior deficit cui farà ricorso, il reddito di cittadinanza sarà elargito in misura molto bassa, appena 80 euro, una sorta di mancetta, a poche centinaia di migliaia di persone fra cui anche gli stranieri. Ciononostante essa comporterà una spesa di circa sette miliardi nel solo 2019 che poteva e doveva invece essere utilizzata per diminuire le tasse, aiutare la crescita e creare nuova occupazione”.

Perplessità dal vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin (Lega): “Quello che abbiamo visto fino ad ora è solo la misura bandiera del M5S, sono convinto che nei prossimi giorni i parlamentari della Lega sapranno correggere un provvedimento che come è al momento non funziona. Entro metà gennaio il governo definirà paletti e ambito di applicazione. Occorre fare attenzione a non premiare i fannulloni o gli stranieri che per anni non hanno mai lavorato”. Insomma anche la Lega del Veneto dice no al reddito di cittadinanza come era stato immaginato dai grillini. “Dare una indennità economica a chi non ha voglia di lavorare sarebbe un insulto a chi magari è rimasto senza occupazione per motivi economici, o perché la propria impresa è stata battuta dalla crisi.

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