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Un giorno con

Anna: a Londra, sola andata

La 24enne rodigina studia inglese e per mantenersi ha iniziato a lavorare in un negozio di lingerie. “Qui ho imparato ad essere indipendente. Sono forte e non ho paura di rimanere sola”.

Anna: a Londra, sola andata

05/01/2019 - 19:17

Intervisto Anna telefonicamente, in questo momento si trova a Londra con un biglietto di sola andata ed è il suo primo viaggio con due bagagli. Anna è una ragazza d’iniziativa. Si mette in discussione nel viaggio, nella scelta di partire per crescere. Non una persona in fuga ma una ragazza che vuole mettersi in gioco con tutte le fragilità e la determinazione del caso. Lei tornerà in Italia, Il suo futuro lo vede qua, ma a volte è necessario uscire dalle nostre sicurezze, dalla nostra routine per trovare e scoprire meglio noi stessi.

"L’inglese studiato sui banchi di scuola è molto attento alla grammatica e poco alla comunicazione; qua per cavarsela serve essere abili nel chiedere e rispondere. Sono insieme ad altri italiani in classe ma c’è un cartello affisso in aula: 'Vietato parlare la propria lingua'. Capisci che sei te da sola in una città straniera con delle responsabilità e devi iniziare a farcela".

"Fino a fine dicembre ho lavorato metà settimana in un negozio di te e l’altra metà nel negozio di lingerie. Sotto le feste ho preso la scelta di continuare solo con 'Victoria’s secret' per una questione di crescita linguistica. Svolgere due lavori nel periodo festivo è impossibili da gestire, non avevo più tempo per me e tornare a casa a dormire era un lusso".

"Partita il 4 ottobre per la prima volta con due valigie, all’aeroporto di Londra mi aspettava un mio amico che mi ha subito incentivata ad arrangiarmi nel chiedere informazioni e trovare un alloggio. Le prime settimane le ho passate a piangere, non perché non ce la facessi o volessi tornare indietro ma ero sotto pressione, tutto nuovo, mi mancava la sicurezza di casa. Una sera mi si è scaricato il telefono per strada, non sapevo dove fossi e non conoscevo la strada per rientrare. In quel momento sei da sola, la tua famiglia distante, i tuoi amici impegnati e ti trovi al buio senza sapere che direzione prendere. Ti sale l’ansia, tante domande. Ho suonato al campanello di una casa e mi hanno aiutata".

"A Rovigo sono una persona decisa e convinta che ama stare in compagnia. A Londra una mia amica francese mi ha definita come una ragazza forte e intraprendente ma soprattutto che sa stare da sola. La solitudine non sarei riuscita a gestirla facilmente a Rovigo. Qua è facile stringere legami, la maggior parte delle persone hanno già un fattore in comune, un’esperienza che le porta fuori da casa".

La storia completa sulla Voce in edicola domenica 6 gennaio.

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