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Provinciali, il gioco delle tre carte

FdI scontento dall’asse Fi-Lega. Pd diviso sul listone. Fioccano i nomi per le candidature

Provinciali, il gioco delle tre carte

05/01/2019 - 18:56

Gioco delle tre carte per il consiglio provinciale. Sarà anche depressa e con poche competenze, ma la Provincia continua a far gola alla politica. Partiti e sindaci in movimento per il rinnovo del consiglio comunale. Si voterà infatti il 3 febbraio, per eleggere i dieci consiglieri provinciali che dovranno affiancare il mandato del presidente Ivan Dall’Ara. Ma le liste per le candidature vanno presentate entro il 14 febbraio. Pochi giorni, quindi per limare accordi e preparare squadre.

Il gioco cella politica, in questo caso, è quello delle tre carte. Perché tre potrebbero essere le liste, ma anche due oppure una soltanto. Insomma diverse le linee politiche che si stanno confrontando.

Fino a pochi giorni fa il confronto era su due ipotesi: quella di un listone unico, capace di comprendere candidati di centrodestra, di centrosinistra e del mondo delle liste civiche. Prospettiva che ha visto l’accordo delle segreterie provinciali di Forza Italia e della Lega, di parte dei vertici del Pd e di alcuni sindaci dem. A frenare su questo accordone, però, c’è il segretario dem Traniello Gradassi e alcuni circoli scontenti da come si starebbe formando una lista. E proprio domani il vertice dem si riunirà per una decisione.

Ma gli scontenti non sono solo in casa Pd, ma anche e soprattutto nelle file del centrodestra. In particolare gli esponenti di Fratelli d’Italia, esclusi dai giochi delle candidature, sarebbero al lavoro per definire una lista di centrodestra con esponenti di liste civiche e amministratori comunali di area ma con il mal di pancia per l’asse Lega-Fi. Una simile frattura interna al centrodestra, in questo caso, potrebbe rilanciare la linea di Traniello e di chi punta ad una lista del centrosinistra per non annacquare le posizioni dem in un listone unico. Restando sulla sponda centrodestra a puntare su uno schieramento alternativo al dettato forzista-leghista ci sono esponenti delle amministrazioni di Pettorazza Grimani, Badia, Lendinara, Loreo, Porto Viro. E non è escluso che della partita ci siano anche consiglieri o assessori di Stienta, Calto, Corbola, Ariano Polesine, Villadose. Questa la geografia degli scontenti dell’asse Fi-Carroccio. Potrebbe ripetersi, quindi, lo schema tentato in occasione dell’elezione del presidente della Provincia, quando il centrodestra rischiò di spaccarsi in due liste fino a pochi giorni dalla presentazione delle candidature. Poi tutta l’area opposta alla sinistra riuscì a convergere sul nome di Dall’Ara.

Il listone sinistra-destra, però appare già definito in diverse sue caselle. Secondo le voci più insistenti fra le candidature di questa possibile squadra ci sarebbero Michele Aretusini, leghista di Rovigo, Silvana Mantovani, vicesindaco di Porto Tolle, Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, Angela Zambelli, sindaco di Crespino, Laura Cestari, assessore di Ficarolo, Emanuela Beltrame, consigliera di Adria, e poi Leonardo Raito, sindaco dem di Polesella, e forse Omar Barbierato, sindaco di Adria. Nomi ancora da definire, e suscettibili di cambiamenti fino al giorno prima del deposito delle liste.

Tutto si deciderà nei prossimi giorni, intanto il gioco delle tre carte, pardon, delle tre liste, continua.

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