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Reddito di cittadinanza

Una mano ai furbetti del lavoro nero

In Veneto il giro d’affari irregolare supera i 5 miliardi. In Polesine oltre 200 milioni di euro

Una mano ai furbetti del lavoro nero

05/01/2019 - 18:50

Non si dirada il caos attorno al reddito di cittadinanza. Gli uffici Inps di mezza Italia, compresi quelli di Rovigo, sono già presi d’assalto da chi chiede informazioni per ottenere il reddito per chi non ha lavoro. Ma è ancora tutto avvolto nel vago, troppi i punti di domanda, i dubbi, i paletti da mettere per definire la platea degli aventi diritto.

Il rischio di furbetti è infatti altissimo, a cominciare dal pericolo che la norma, alla fine, si traduca in una mano data al lavoro nero, e quindi all’illegalità.

Il Veneto, pur essendo una delle regioni italiane più virtuose porta con sè una stima di circa 197mila lavoratori in nero, il 3,8% degli occupati. Per un giro d’affar di 5,3 milioni di euro, che, di fatto sono sconosciuti al fisco e quindi producono evasione e irregolarità.

E il Polesine non si sottrae alla propria componente di questi numeri. Andando a spanne, e tenendo per buona la percentuale veneta del 3,8% sul Pil, si vede che in Polesine il lavoro nero vale circa 213 milioni di euro all’anno. Soldi accumulati da chi potrebbe poi beneficiare del reddito di cittadinanza. Insomma una vera beffa perché in questo modo questo reddito andrebbe a premiare i soliti furbetti.

 E infatti la Cgia di Mestre lancia l’allarme sul pericolo lavoro nero. “Sulla base delle indiscrezioni apparse nei giorni scorsi - dice una nota dell’associazione - i soggetti che beneficeranno del cosiddetto reddito di cittadinanza potrebbero essere poco più di 4 milioni, pari a 1.375.000 nuclei familiari coinvolti”. Un dato ancora ufficioso che, tuttavia, ha fatto scattare un campanello d’allarme alla Cgia. E’ possibile ipotizzare che “circa la metà della platea dei teorici destinatari di tale misura potrebbe essere composta da persone che lavorano in maniera irregolare. E visto che per l’anno in corso ai beneficiari del reddito di cittadinanza il governo erogherà 6 miliardi di euro, verosimilmente la metà della spesa, pari a circa 3 miliardi di euro, potrebbe finire nelle tasche di persone che non ne hanno diritto”. Parole del coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo.

 E ancora: “A causa dell’assenza di dati omogenei relativi al numero di lavoratori in nero in Italia, non possiamo dimostrare con assoluto rigore statistico questa tesi. Tuttavia, vi sono degli elementi che ci fanno temere che buona parte dei percettori del reddito di cittadinanza potrebbe ottenere questo sussidio nonostante svolga un’attività lavorativa in nero, sottraendo illegalmente alle casse dello Stato un’ingente quantità di imposte, tasse e contributi previdenziali. In altre parole, l’amministrazione pubblica, al netto delle misure di contrasto previste, sosterrà con il reddito di cittadinanza un pezzo importante dell’economia non osservata”.

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