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Economia

Il pasticcio chiamato reddito

Il Veneto riuscirà a seguire solo parte dei beneficiari. E le altre Regioni?

Il pasticcio chiamato reddito

Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro e alla formazione

07/01/2019 - 20:05

C’è un dato su tutti che in questi giorni sta facendo tremare le vene ai polsi agli uffici pubblici (Inps e Centri per l’impiego) di mezz’Italia. La platea di chi otterrà il reddito di chi otterrà il reddito di cittadinanza (ovvero verrà pagato per non lavorare) è stata circoscritta - so fa per dire - in 4 milioni 916mila fra persone fisiche e nuclei famigliari.

La Regione in cui funzionano meglio i Centri per l’impiego è - a detta di tutti - il Veneto, che è in grado di affrontare un carico massimo di 170mila persone all’anno che cercano lavoro. Ovvero 170mila pratiche da gestire, come conferma anche l’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Elena Donazzan. E le altre Regioni? L’assessore si limita ad un laconico: “Io faccio l’assessore in Veneto...”, che dice più di mille parole. Così come vale più di mille parole l’iter burocratico che sta per partire per dare attuazione alla promessa elettorale dei grillini (con il placet della Lega).

Saranno coinvolti i Comuni per la determinazione del reddito Isee, le Regioni con i Centri per l’impiego, l’Inps, cui per istruire le pratiche e pure le Poste. Alzi la mano chi non si è infuriato almeno una volta quando si è trovato a fare i conti con una sola di queste realtà, fra file e burocrazia. E messe tutte assieme...

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