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Politica nella bufera

Voto azzerato, Pd a rischio gilet gialli

Dopo il congresso cancellato Chendi va giù duro: "Questi titini non pensino di infoibare il risultato"

Nello a Giorgia: “Non accetto lezioncine, grazie”

Ma a Roma e Venezia i vertici del Pd cosa faranno quando sentiranno parlare dei dem polesani? Probabilmente si metteranno le mani nei capelli essendo rimasti definitivamente senza parole. Soprattutto ora che il voto congressuale di domenica scorsa è stato cancellato dalla commissione regionale di garanzia e che nell’area Boccia si alzano venti di gilet gialli.

L’ennesima puntata della guerra del Pd di ieri, infatti, sembra essere solo l’anticipo di nuovi capitoli a base di veleni e insulti. Perché ormai fra le due macro correnti dem polesane, quella dell’area Romeo, e quella degli anti Romeo, vola di tutto, dai ricorsi alle accuse, dai piatti rotti agli stracci. E poco ci manca che non partano anche querele o diffide.

Il nuovo fronte di guerra sono i lavori congressuali, le convenzioni di circolo, dove votano solo i tesserati. L’altra sera la commissione regionale di garanzia ha infatti accolto il ricorso dei rappresentanti delle mozioni Martina, Zingaretti e Giachetti ed ha annullato l’esito della votazione congressuale. Una mozione che in Polesine è fortemente appoggiata dall’area Romeo.

Ma l’area Romeo non ci sta affatto, anzi è pronta a ingaggiare battaglia e indossare l’elmetto, anzi i gilet gialli. E’ lo stesso Nello Chendi, presidente ella direzione provinciale del partito: “Che nessuno pensi di organizzare un nuoco congresso in città. Oltre 300 iscritti si sono già espressi. Siamo pronti a fare quello che stanno facendo i gilet gialli a Parigi. Il ricorso alla commissione regionale è un farsa. Una commissione che ha votato ribaltando la decisione della commissione provinciale solo perché c’è Raffaela Salmaso, dell’area di Azzalin. Vogliono ribaltare il risultato di un congresso in cui la maggioranza dei tesserato ha votato”. E ancora: “Spero che questi titini non si sognino di infoibare l’esito di un congresso”.

Insomma già andata in fumo l’auspico del segretario provinciale Giuseppe Traniello Gradassi che ieri si è appellato al senso di responsabilità di tutti “ci si deve comportare da partito”.

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